Beautycounter finanzia la ricerca americana che controlla la bontà dei prodotti di bellezza

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Beautycounter è una startup innovativa americana che ha un preciso obiettivo: arrivare dove il governo statunitense si ferma. Il governo a stelle e strisce pare proprio non aver idea di cosa ci sia nei prodotti di bellezza commercializzati. Beautycounter lo sta scoprendo e questo servizio diventa davvero utile. Perché? Molti degli ingredienti contenuti nei prodotti di bellezza e cura della pelle negli Stati Uniti sono poco conosciuti. Mentre il cibo e i medicinali sono regolati dal Dipartimento per l’agricoltura degli Stati Uniti e dalla Food and Drug Administration, il governo americano non controlla l’industria della cura personale. Quindi, chi lo sa se quella crema anti-invecchiamento in commercio non sia tossica, magari a lungo termine? Per questo motivo i ricercatori della Tufts University vogliono capire a fondo su come gli ingredienti dei prodotti per la cura della persona influiscano sulla nostra salute. La professoressa Ana Soto e il suo team alla Tufts University School of Medicine stanno intraprendendo una ricerca ambiziosa, in collaborazione con il marchio Beauty Beauty, per studiare gli ingredienti chiave comunemente utilizzati nei prodotti per la cura personale. Progettano di pubblicare i risultati in riviste dedicate alla ricerca accademica. Ciò garantirà che i risultati siano imparziali e disponibili per l’intera industria della bellezza.

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ANA SOTO – È una ricercatrice molto stimata che analizza gli effetti ormonali delle sostanze chimiche. Per esempio, alcuni prodotti chimici sono noti per interferire con il sistema endocrino, indebolendo il sistema immunitario e aumentando il rischio di contrarre alcune forme di cancro. In passato, Soto e il suo partner scientifico, il dottor Carlos Sonnenschein, hanno pubblicato ricerche pionieristiche sugli effetti endocrini-dirompenti del BPA chimico, che hanno portato il governo a vietare il BPA in molti prodotti di consumo quotidiano, tra cui bottiglie di plastica per l’acqua e prodotti per l’infanzia. Con questo progetto, Soto si concentra sul colmare il gap di dati sui potenziali effetti endocrini degli ingredienti utilizzati nei prodotti per la cura personale e l’imballaggio in plastica in cui è conservato. La startup Beautycounter, che ha sei anni, è stata leader nella promozione di una migliore regolamentazione nel settore della cura personale, e sta facendo pressioni sui legislatori americani affinché approvino la legge sulla sicurezza dei prodotti per la cura personale. La startup crea anche prodotti che sono privi di oltre 1.500 sostanze chimiche che sono noti per causare danni o sono discutibili. Questa ricerca con Tufts contribuirà a rafforzare il proprio processo di sviluppo del prodotto.

STARTUP INNOVATIVA – Beautycounter ha contribuito a finanziare questa ricerca Tufts dal 2016, anche se ha preferito non rivelare quanti fondi abbia stanziato. Questa è la prima volta che le due organizzazioni annunciano questa collaborazione. Tufts sarà presto in grado di condividere le sue prime scoperte sul fenossietanolo e sull’estratto di lavanda, due ingredienti che ha testato negli ultimi anni. Gregg Refrew, fondatore e CEO del marchio, considera questo investimento una forma di responsabilità sociale delle imprese. “Sappiamo da anni che ci sono grosse lacune nel settore della bellezza“, afferma, “[Questa collaborazione] è un nuovo modo di dare certezze“.

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