Prodotti di bellezza ricaricabili per salvare il pianeta. Ma sono sicuri?

Gli esperti del settore beauty non sono sicuri di essere i salvatori ambientali di cui abbiamo bisogno. Quindi che cosa sta succedendo?

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Prodotti di bellezza ricaricabili, sono davvero il futuro utile a salvare il pianeta? L’industria della bellezza ha un problema di sostenibilità, non è una novità. Gli scrub per il viso a base di micro-sfere hanno già devastato i nostri oceani, le salviette struccanti stanno cementando gli accumuli di oli e grassi che ostruiscono i nostri sistemi fognari e l’olio di palma tanto contestato continua ad essere utilizzato nelle formulazioni dei prodotti, nonostante le gravi conseguenze sulle nostre foreste pluviali. E tutto questo prima di iniziare a considerare l’enorme quantità di plastica che si trova nel packaging per la nostra bellezza. Ma l’industria ha una risposta per l’ultimo problema: i prodotti riutilizzabili. A prima vista, qualsiasi iniziativa volta a ridurre gli sprechi è positiva e – come riportato da Refinery29 – gli esperti di imballaggi sostenibili di The Centro LCA hanno rilevato che l’acquisto di un prodotto riutilizzabile genera il 70% in meno di emissioni di CO2, utilizza il 60% in meno di energia e il 45% di acqua in meno rispetto a quando si compra una bottiglia nuova di zecca. Ma è esattamente qui il problema: i consumatori si preoccupano davvero di riempire i loro contenitori vuoti, anche in cambio di un risparmio in termini di denaro?

COSMETICI CON LA RICARICARICA – Progettati per ridurre la quantità di vasetti, bottiglie, flaconi e tubetti creati dalle nostre abitudini in bagno e per contrastare le percentuali di riciclo incredibilmente basse (solo il 14% di plastica riciclabile viene in realtà riciclato) le industrie della cosmesi stanno sviluppando piani per spingere la clientela a ricaricare. Alcune, come L’Occitane e Kjaer Weis offrono semplici sistemi di ricarica che si inseriscono nell’imballaggio esterno originale una volta che hai raschiato l’ultima goccia di crema per il viso o hai raggiunto l’argento sul fondo dell’ombretto. Altri marchi come Le Labo, marca di fragranze culto, richiedono di tornare al negozio per riempire i flaconi vuoti. Non solo questi schemi riducono il consumo dell’imballaggio, ma la maggior parte delle ricariche costa meno del prodotto originale.

INNOVARE ECO-COMPATIBILMENTE – Victoria Buchanan, ricercatrice strategica senior presso l’agenzia di previsioni dei trend The Future Laboratory ammette con I-D che la bellezza ricaricabile porta delle sfide, anche se il mondo si sta finalmente svegliando e si rende conto del pessimo stato in cui versa l’ambiente. “Richiede sia un profondo cambiamento di comportamento da parte del consumatore e sia la riprogettazione della catena di fornitura“, afferma. “Quindi, per creare davvero un impatto positivo, i marchi devono coniugare innovazione eco-compatibile e risparmio di costi sui prodotti spesso associati al lusso“.

PRODOTTI DI BELLEZZA RICARICABILI, I CONTRO – Millie Kendall, CEO del British Beauty Council, è stata a lungo una fan della bellezza ricaricabile – ha iniziato la sua carriera con Shu Uemura, pionieri della bellezza riutilizzabile – ma anche lei ha le sue riserve. “Anche se amo l’idea di una ricarica sostenibile, penso che ci sia un modo per rendere il prodotto di bellezza ricaricabile positivo per il pianeta“, ha dichiarato a iD. “I flaconi dei prodotti per la cura della pelle e del corpo possono essere riempiti, ma barattoli e recipienti devono essere puliti accuratamente in modo che siano igienizzati. Mi preoccupo di questo aspetto in quanto è destinato a sollevare ogni sorta di sensibilità della pelle e problemi di allergia“.

MAKE-UP RICARICABILE – Il make-up offre un obiettivo più raggiungibile riguardo gli imballaggi riutilizzabili, poiché le confezioni esterne possono essere rifornite con ombretti nuovi. Il marchio di make-up di alta gamma Kjaer Weis è riuscito a diventare di culto offrendo proprio questo tipo di innovazione in tutta la sua gamma: “Gli ombretti possono essere bloccati alla confezione con dei magneti, anche se ciò può rendere le confezioni stesse piuttosto pesanti“, aggiunge Kendall.

PRODOTTI DI BELLEZZA RICARICABILI, I PRO – Altri marchi sono più positivi riguardo a questo passaggio importante per l’ambiente. “La bellezza riutilizzabile si lega all’approccio di tutela ambientale che conquista i consumatori eco-attivisti“, spiega Lisa Payne, Senior Beauty Editor presso gli analisti di tendenze globali Stylus. “Attualmente è ancora difficile per i brand scoprire l’importanza di questa strategia per quanto riguarda il problema più ampio dei rifiuti, ma prevediamo un’adozione più massiccia in futuro, con la crescita della spinta dei media e il maggior numero di rivenditori di prodotti di bellezza riutilizzabili.”

BELLEZZA RICARICABILE, INVESTIMENTO PER IL FUTUROSe la bellezza ricaricabile diventasse uno standard più universale, avrebbe maggiori possibilità di fare davvero la differenza, ed è esattamente il motivo per cui il rivenditore di bellezza Cult Beauty sostiene i marchi di bellezza ricaricabili. “Stiamo iniziando a vedere un crescente quantitativo di marchi proporre le versioni con la ricarica dei loro prodotti e davvero vogliamo essere di supporto a questo concetto. Non solo è eco-compatibile, ma consente alle aziende di bellezza di progettare bellissime e originali confezioni che incarnano davvero il loro marchio e il consumatore risparmia nei successivi acquisti di refill, il che incoraggia la lealtà. È un circolo virtuoso in cui tutti vincono“, promette la fondatrice di Cult Beauty Alexia Inge.

LA RIVOLUZIONE DEI COSMETICI RIUTILIZZABILI CI SALVERA’? – Resta da vedere se la rivoluzione riutilizzabile ci salverà davvero, ma è necessario fare qualcosa per ridurre l’impatto ambientale delle nostre pratiche di bellezza. La linea di make-up lanciata di recente da Lush utilizza un innovativo sistema privo di plastica, praticamente privo di imballaggio. Il fondotinta Slap Stick, il correttore Trix Stick e l’evidenziatore Robin Glow Stick vengono come ciottoli di prodotto solido, i cui fondi sono immersi in una cera pelabile per agire come una maniglia.

FLACONI PIU’ GRANDI – Olivia Crighton, fondatrice del salone Glasshouse, ritiene che i prodotti multiuso (vs i monouso) siano la soluzione giusta. “In primo luogo ridurre il numero di prodotti che acquistiamo e usiamo è un enorme passo avanti verso una routine più sostenibile“, spiega. Ecco perché ha creato una linea multiuso, per i capelli e il lavaggio del corpo, per l’utilizzo da parte di un’intera famiglia. “Ciò significa che [i clienti] possono ridurre il numero di bottiglie che usano, riducendo il consumo e, quindi, lo spreco. E abbiamo progettato la bottiglia per contenere 500 ml rispetto ai 250 ml più standardInoltre per le fragranze Floral Street e la linea per la cura della pelle maschile Bulldog, Glasshouse utilizza anche bioplastiche prodotte come sottoprodotto della raccolta della canna da zucchero“.

L’INTERVENTO DEL GOVERNOVi sono passi più importanti adesso davvero necessari per fare davvero la differenza. Il governo dovrebbe inserire immediatamente le eco-tasse ai prodotti che usano plastiche monouso e coi fondi raccolti sovvenzionare le nuove tecnologie biodegradabili. Per esempio, l’imballaggio a base di cellulosa, che è attualmente troppo costoso da utilizzare perché non ha le economie di scala necessarie per essere un’alternativa valida.

L’IMPEGNO DEI CONSUMATORI – Fondamentalmente, per i consumatori che possono impegnarsi ad acquistare le ricariche dei prodotti di bellezza consueti, ricaricare potrebbe essere un passo nella giusta direzione. Ma per tutti noi, ridurre i nostri consumi e investire solo in prodotti che vengono confezionati in materiali sostenibili, o meglio ancora, niente packaging, è la nostra migliore scommessa per fare ammenda con l’ambiente.

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