Arriva il taxi condiviso grazie all’app Wetaxi

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Condivisione, convenienza economica e sostenibilità ambientale: questi i punti di forza di Wetaxi, la prima app che permette di prenotare e condividere il taxi in tempo reale. Massimiliano Curto, ceo dell startup torinese, ci spiega i vantaggi dell’applicazione.

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Come funziona Wetaxi?
Wetaxi è un’app per richiedere e condividere un taxi, disponibile per Android e iOS, è attiva a Torino, ma presto coinvolgerà anche altre città italiane ed europee.
Consente di prenotare gratuitamente il taxi con pochi click sullo smartphone specificando giorno e ora, di avere il calcolo della tariffa in anticipo inserendo punto di partenza e di destinazione, di controllare gli spostamenti del taxi in tempo reale e di pagare tramite app (con questa modalità si usufruisce di diverse promozioni) oppure direttamente a bordo. In più, l’applicazione permette di condividere la corsa e risparmiare in termini economici ed ambientali, grazie all’abbattimento delle emissioni nocive di CO2 in atmosfera.

Quali sono i vantaggi per gli utenti?
Ci piace dire che è il taxi che abbiamo sempre desiderato: innovativo, semplice, trasparente e conveniente. Offriamo questi vantaggi agli utenti grazie sia alla possibilità di conoscere la tariffa massima in anticipo, inserendo la propria destinazione così da garantire la massima trasparenza agli utenti, sia alla funzione di condivisione, infatti, agli utenti disposti a condividere la corsa taxi con altri passeggeri Wetaxi offre sconti fino al 60%.

Quali sono i vantaggi per l’ambiente?
È importante che le città possano offrire ai cittadini servizi di trasporto capaci di rispondere alle più svariate esigenze di mobilità e capaci di competere con la libertà che offre un veicolo di proprietà. Il servizio taxi ha il compito di complementare gli altri servizi alternativi alla mobilità privata, quali il trasporto pubblico, le bike, gli scooter e il carsharing.
Questo è fondamentale per evitare che i cittadini sentano il bisogno di acquistare un veicolo privato, che contribuisce a causare congestione, inquinamento ed emissione di gas a effetto serra.
Inoltre, come suggerisce il nome stesso, Wetaxi, è condiviso e quindi permette a più utenti di salire sullo stesso veicolo e condividere il percorso, con conseguenti benefici economici e ambientali.

Cosa vi augurate per il futuro?
Di poter aprire in altre città; ci auspichiamo entro la fine del 2017 di avere delle belle novità e poter portare il servizio non solo nel resto d’Italia, ma anche all’estero.
E poi in Wetaxi abbiamo un grande sogno, quello di avvicinare i giovani all’uso del taxi durante le ore notturne, nell’ottica di ridurre al minimo il rischio di mettersi alla guida dopo aver bevuto. Divertirsi sì, ma in sicurezza.
L’idea è nata dal mio bisogno personale di trovare un servizio conveniente per tornare a casa dopo essermi divertito con i miei amici. E così la scorsa estate come startup abbiamo offerto la possibilità di condividere il taxi durante il KappaFuturFestival a migliaia di ragazzi (la promozione era del 50% e la corsa verso il centro costava circa 6 euro). In autunno ci riproveremo con i principali eventi musicali a Torino e speriamo di riuscire a conquistarci la fiducia dei giovani torinesi.

Previsioni sulla sharing economy?
Oggi non possiamo che essere positivi: la tecnologia abilita servizi che prima era difficile immaginare, tanti giovani e coraggiosi imprenditori si lanciano in sfide ambiziose. Inoltre, siamo nel pieno di una rivoluzione culturale che porta i giovani, e non solo, a propendere per la condivisione e per l’utilizzo di servizi, invece che per l’acquisto di beni.
Ma facciamo attenzione, dietro le parole “sharing economy” si nascondono anche diversi servizi che non hanno nulla a che fare con la condivisione o con il bene comune.

Anna Simone

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