Nove multinazionali per lo sviluppo sostenibile

Le grandi aziende italiane fanno sistema per sostenere innovazione ed economia circolare.

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Per promuovere concretamente l’economia circolare nove multinazionali italiane (Fater, Enel, Intesa Sanpaolo, Novamont, Costa Crociere, Gruppo Salvatore Ferragamo, Bulgari, Eataly), leader nei rispettivi segmenti di mercato, hanno firmato presso la sede di Confindustria il manifesto L’alleanza per l’economia circolare per uno sviluppo innovativo e sostenibile.

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Un documento attraverso il quale si impegnano a stimolare la collaborazione tra le aziende, favorendo la condivisione di buone pratiche, azioni e progetti comuni, coinvolgendo clienti, istituzioni locali e nazionali, comunità di riferimento, associazioni e fornitori.

Sono convinta che l’innovazione non sia un viaggio in solitaria, ma un percorso che si nutre di contaminazione di saperi, competenze e interconnessioni. Richiede, insomma, un salto culturale dell’intero sistema”, spiega Catia Bastioli amministratore delegato di Novamont (nella foto). “In questo contesto, le grandi imprese – aggiunge Patrizia Grieco, presidente di Enelpossono svolgere un ruolo fondamentale, anche come volano per favorire la transizione circolare delle proprie filiere, rafforzando la competitività del sistema italiano anche nel contesto internazionale”.

I pannolini si riciclano

Un esempio? “L’impianto che abbiamo inaugurato a Treviso, – dice Giovanni Teodorani Fabbri della Fateril primo al mondo su scala industriale in grado di riciclare il 100% dei prodotti assorbenti usati (pannolini per bambini, per l’incontinenza e assorbenti igienici) trasformandoli in materie prime secondarie che possono essere riutilizzate e dunque rimesse sul mercato”.
Oggi è difficile riuscire a far sistema, con la firma del manifesto le aziende ci provano, rafforzando le collaborazioni già in corso tentando di includere tutti i principali settori nella transizione.

LE ISTITUZIONI

E le istituzioni cosa fanno? Quest’estate i ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico hanno lanciato il documento di inquadramento strategico Verso un modello di economia circolare per l’Italia. La strada non è ancora finita, per avere un vero e proprio “Piano di azione nazionale sull’economia circolare” bisognerà aspettare. “Entro il 2019 – ha detto il ministro dell’Ambiente Gallettisi dovranno indicare gli obiettivi, le misure di policy e gli strumenti da attivare”.

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