Pedalare è un buon affare, quanto vale l’economia della bici

Pedalare è un buon affare, quanto vale l’economia della bici

Pedalare è un buon affare, quanto vale l’economia della bici

Gli affari vanno bene, ma i clienti sono pochi. Si potrebbe riassumere così l’economia del ciclismo in Italia. Gli spostamenti in bici generano un fatturato di 6,2 miliardi l’anno e dal 2008 al 2015 le ciclabili urbane sono raddoppiate, tuttavia numero di utenti della bici è rimasto identico.

A tenere alta la bandiera ci sono una dozzina di città bike friendly. Almeno il 15% della popolazione di Cremona, Rimini, Pisa, Padova, Novara e Forlì utilizza quotidianamente la bici per i propri spostamenti. Poi ci sono anche Ravenna, Reggio Emilia, Treviso e Ferrara con percentuali di abitanti che preferiscono il manubrio al volante che oscillano tra il 22% e il 27%. Per arrivare infine al top di Pesaro e Bolzano, dove circa un abitante su tre pedala per raggiungere il luogo di lavoro o di studio. Tra le grandi città, invece si distingue Milano, dove lo sviluppo del sistema dei trasporti pubblici, l’introduzione dell’Area C, la rifunzionalizzazione di alcuni spazi è stata accompagnata dalla crescita della ciclabilità (oggi il 6% dei milanesi si sposta in bici), mentre Roma è in coda al gruppo: nella capitale solo 5 persone su mille usano la bici.

I dati emergono dal 1° Rapporto sull’economia della bici in Italia e sulla ciclabilità nelle città – realizzato da Legambiente in collaborazione con VeloLove e GRAB+. Tra il 2008 e il 2015 sono stati realizzati oltre mille nuovi chilometri di percorsi cicla­bili urbani nelle città capoluogo di provincia. Un incremento delle infrastrutture riservate a chi pedala addirittura del 50% in un solo settennato: l’insieme delle cicla­bili urbane è salito infatti dai 2.823,8 km del 2008 ai 4.169,9 km del 2015. Eppure, nello stesso periodo la percentuale di italiani che utilizzano la bici per gli spostamenti è rimasta immutata: era il 3,6% nel 2008 ed era ancora il 3,6% nel 2015.
Una spiegazione dell’asimmetria è collegata alla qualità delle infrastrutture, cioè piste ciclabili urbane realizzate con standard costruttivi illogici e incoerenti, con sedi inadeguate e spesso concorrenziali con la pedonalità sui marciapiedi.

Pur se le città italiane bike friendly sono ancora una minoranza, il valore economico della ciclabilità in Italia è interessante. “L’insieme degli spostamenti a pedali genera un fatturato di oltre 6,2 miliardi l’anno – sottolinea Rossella Muroni, presidente Legambiente –. Questo patrimonio – somma della produzione di bici e accessori, delle ciclovacanze e dell’insieme delle esternalità positive generate dai biker (come risparmio di carburante, benefit sanitari o riduzione di emissioni nocive) – appare ancora più rilevante soprattutto in considerazione del carattere adolescenziale della ciclabilità in molte parti d’Italia, sia per gli aspetti relativi alla mobilità, sia per quello che riguarda il turismo su due ruote”.

Anna Simone

Anna Simone

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