Raccolta differenziata dell’umido, 10 consigli per farla in vacanza

0 106

Dal sacchetto giusto ai modi per utilizzare il compost, passando per le ricette “salva-avanzi”, ecco alcuni consigli su come fare la raccolta differenziata dell’organico anche in vacanza.

[kelkoogroup_ad id="13540" kw="nature" /]

“Durante la stagione calda occorre prestare ancora maggior attenzione alla raccolta differenziata dei rifiuti, considerando che le temperature elevate possono provocare alcune criticità, come i cattivi odori”, spiega Massimo Centemero, direttore del Cic, Consorzio italiano compostatori. “L’Italia sta lavorando bene per sviluppare una filiera virtuosa del recupero del rifiuto organico e i cittadini stanno dimostrando sempre più responsabilità: nel 2015 sono state raccolte 4 milioni di tonnellate di umido, pari a circa 66 kg per abitante per anno”.

  1. Il sacco giusto. Per un corretto trattamento dei rifiuti organici è necessario utilizzare i sacchetti in materiale biodegradabile e compostabile certificati (UNI EN 13432 in carta o in bioplastica). Per riconoscere un sacchetto conforme alla legge bisogna controllare se riporta le scritte “biodegradabile e compostabile” e quella dello standard europeo UNI EN 13432:2002 e il marchio di un ente come il Cic stesso.
  2. Contenitore aerato. Per evitare cattivi odori in casa, bisogna associare al sacchetto compostabile un contenitore areato e traforato perché permette l’evaporazione della condensa e di conseguenza la riduzione del volume del rifiuto umido, con una perdita del peso fino al 15%, e degli odori. Grazie all’aerazione, infatti, i rifiuti non fermentano.
  3. Come buttare l’umido. Prima di gettare i rifiuti organici nel sacchetto, si consiglia di sgocciolarli e di non pressarli: meglio ridurre a pezzetti quelli più voluminosi.
  4. Cosa buttare nell’umido. Tutti gli scarti di preparazione dei cibi, sia di tipo vegetale che animale. A questi vanno aggiunti anche i resti di cibo secco degli animali domestici, nonché i fiori appassiti o morti. Anche il sughero è un materiale naturale e biodegradabile, quindi i tappi in sughero possono essere avviati al compostaggio.
  5. Cosa si ottiene differenziando l’organico. I rifiuti organici una volta avviati negli impianti di compostaggio, si trasformano in compost, un fertilizzante naturale che può essere utilizzato per restituire sostanza organica alla terra. Un vero e proprio circolo virtuoso perché ciò che era rifiuto diventa una risorsa importante per nutrire la terra.
  6. Come usare il compost. Può essere utilizzato nell’orto per favorire un buon nutrimento per le piante. Può essere impiegato anche come fertilizzante per piantare alberi e arbusti nonché per la pacciamatura: permette il controllo della crescita delle erbe infestanti, favorisce il mantenimento di una giusta umidità del terreno e il reintegro di sostanza organica.
  7. Meno rifiuti. Per evitare di produrre rifiuti in eccesso, in estate bisogna fare attenzione al cibo: il caldo può accelerarne il deterioramento. Si consiglia di mettere gli alimenti che vanno conservati a temperatura ambiente in luoghi freschi e al riparo dal sole.
  8. Zero sprechi in cucina. Prima di gettare gli avanzi nell’umido meglio chiedersi come riutilizzarli. La frutta avanzata o troppo matura può essere utilizzata per le macedonie, mentre piccole quantità avanzate di verdura possono essere ingredienti per insalate miste.
  9. Informarsi sulle modalità di raccolta. Spostandosi dalla località di residenza a quella di villeggiatura, possono variare le modalità di raccolta dei rifiuti. È bene informarsi dal locatore o contattare il comune o l’azienda di igiene urbana locale sulle modalità di raccolta o sui giorni di passaggio dei mezzi.
  10. I marchi di certificazione del Cic. In Italia dal 2003 è attivo un programma di verifica volontaria della qualità del compost, realizzato dal Consorzio Italiano Compostatori che ha creato due marchi, uno per il compost e l’altro per i manufatti compostabili. L’obiettivo è quello di rendere identificabili i prodotti che rispondono a requisiti di qualità fissati. Così il marchio fornisce al produttore un valore aggiunto per il compost e inoltre garantisce trasparenza, affidabilità e qualità agli utilizzatori finali, per un’impronta ecologica più leggera e sicura.

 

Anna Simone

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.