Save the Duck, i capi spalla che rispettano animali e ambiente

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Le belle storie vanno condivise e quella Save the Duck lo è. L’azienda produce capi spalla alla moda 100% animal free, senza l’utilizzo di piume per l’imbottitura, così come non vengono utilizzati pellami, pelli o pellicce.
Questo brand è la dimostrazione che si può produrre e acquistare nel rispetto degli animali, Nicolas Bargi, fondatore e amministratore delegato di Save the Duck, ci spiega qual è la filosofia aziendale, vincente e sostenibile.

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Come Save the Duck salvaguarda ambiente e animali?
Save the Duck nasce per offrire al consumatore un’alternativa cruelty-free e animal-free di capi spalla. Per questa ragione i capi Save the Duck sono 100% animal free. Il nostro logo, il papero che fischietta e si asciuga le tre goccioline di sudore, rappresenta il fatto di essersi “salvato le penne”, di averla scampata. Nessuna oca è stata spennata per imbottire i piumini; tutti i capi non ammettono l’utilizzo di nessuna componente di derivazione animale: non abbiamo solo abolito l’utilizzo di piume, ma anche il pellame, la pelliccia, la lana e la seta. Alla piuma d’oca abbiamo sostituito il PLUMTECH®, una fibra altamente tecnologica, più leggera, calda e traspirante rispetto all’originale piuma. Ma l’impegno quotidiano di Save the Duck non si ferma qui. Il rispetto degli animali è il Dna dell’azienda, che nei suoi processi produttivi cerca anche di rispettare l’ambiente ed essere sostenibile. Infatti, i fornitori con cui collaboriamo sono certificati OEKO-TEX, garanzia di sostenibilità lungo tutta la catena produttiva del tessile, e BLUESIGN®, che comporta un impegno e standard altissimi nell’utilizzo di risorse e nella riduzione dell’impatto ambientale del processo.

Che tipologia di consumatori acquista i vostri capi?
I nostri consumatori sono quelli che noi chiamiamo “savetheduckers”. Sono una comunità in costante crescita di persone attente alla moda e sensibili alle tematiche legate alla salvaguardia degli animali e alla sostenibilità ambientale. È una comunità leale al marchio, poiché ne condivide i valori. I nostri consumatori sono globetrotters, che viaggiano sempre leggeri, con il bagaglio a mano. Sono persone curiose, ad “alta mobilità”, che vogliono esplorare e conoscere nuove culture, nuovi comportamenti e nuove società; non accettano alcun compromesso quando si tratta di rispettare gli animali e l’ambiente.

Iniziative sostenibili appena lanciate o che lancerete in futuro?
Oltre al sostegno economico di società e ong legate alla salvaguardia degli animali, Save the Duck collabora attivamente con diverse organizzazioni. Nel 2016 Save the Duck ha celebrato il 50° anniversario della fondazione del Wwf sviluppando una collezione speciale in 50 nuances, ognuna delle quali rappresentava una specie a rischio di estinzione.
L’azienda crede nella costruzione di un futuro in cui gli essere umani devono vivere in armonia con gli animali e la natura. Sostenere il Wwf, ad esempio, ha proprio questo scopo: la promozione della conservazione delle specie che lo abitano significa costruire una vita e un futuro migliore per noi e le generazioni che verranno. Nei prossimi mesi lanceremo anche una collezione di cappotti animal free per cani, a favore dell’associazione Save the Dog.

Come immaginate il futuro nel settore della moda?
La richiesta dei consumatori di prodotti cruelty-free, animal-free e sostenibili sta aumentando. Il settore della moda per fortuna si sta adeguando a questa sensibilità e si sforza di ridurre il proprio impatto sull’ambiente che ci circonda. I consumatori sono sempre più attenti alla moda, ma anche a come viene creata. Tutto il settore del fashion si è accorto di questa rivoluzione culturale nei consumi e noi che abbiamo investito sin dall’inizio ci godiamo i vantaggi di “chi ha fatto strada”.

Anna Simone

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