Stella McCartney: Ridisegnare il futuro della moda

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Ridisegnare il futuro della moda, questo il titolo ambizioso di un Rapporto della Fondazione Ellen MacArthur, presentato dalla stilista Stella McCartney e Dame Ellen MacArthur (insieme nella foto) al Victoria & Albert Museum di Londra che definisce una nuova visione per l’industria della moda.

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I risultati del rapporto “Una nuova economia tessile: ridisegnare il futuro della moda” non lasciano dubbi sulla necessità di operare un cambiamento anche nel campo del fashion. Qualche dato? L’equivalente dei tessuti di un camion della spazzatura è sprecato ogni secondo, mentre meno dell’1% degli indumenti viene riciclato in nuovi pezzi. Di questo passo, l’industria della moda consumerà un quarto del budget annuale di carbonio del mondo entro il 2050.
È il momento di cambiare rotta e di passare a un sistema tessile che offra migliori risultati economici, sociali e ambientali. Il Rapporto delinea una visione e definisce le ambizioni e le azioni per progettare gli impatti negativi e catturare un’opportunità economica da 500 miliardi di dollari trasformando il modo in cui i vestiti sono progettati, venduti e usati.

 

L’INDUSTRIA DELLA MODA

La moda è un settore vivace che impiega centinaia di milioni di persone, genera entrate significative e tocca quasi tutti, ovunque. L’industria della moda è estremamente globalizzata, con capi spesso progettati in un paese, fabbricati in un altro e venduti in tutto il mondo a un ritmo sempre crescente. Questa tendenza si è accentuata negli ultimi 15 anni dall’aumento, con la crescita di una classe media globale e il fenomeno della “fast fashion”, che ha portato a raddoppiare la produzione.

CRITICITA’
M
a questo sistema presenta importanti inconvenienti. La crescita costante della produzione è legata a un minor utilizzo degli articoli, aumentando la quantità di rifiuti. Si stima che più della metà della produzione di moda veloce sia smaltita in meno di un anno. Il ciclo “comprare-usare-disfarsi” non è solo estremamente dispendioso, ma anche molto inquinante. Nella produzione tessile si utilizzano sostanze tossiche che hanno un impatto importante sulla salute degli agricoltori e degli operai, nonché sull’ambiente circostante. È stato stimato che mezzo milione di tonnellate di microfibre di plastica usate durante il lavaggio finiscono nell’oceano ed entrano nella catena alimentare. Come interrompere questo circolo vizioso?

LE QUATTRO PROPOSTE

È necessario un nuovo sistema per l’economia tessile che, secondo questo Rapporto, si può basare su quattro proposte in grado si dare migliori risultati economici, ambientali e sociali. Ecco quali sono:

1 – STOP ALLE SOSTANZE DANNOSE

Eliminare gradualmente le sostanze potenzialmente problematiche e il rilascio di microfibre, coordinando gli sforzi del settore e l’innovazione per creare cicli materiali sicuri.

 


2 – NUOVA CONCEZIONE

Trasformare il modo in cui i vestiti sono progettati, venduti e usati, aumentare l’utilizzo del noleggio; far sì che la durabilità diventi più attraente.


3 – MIGLIOR RICICLO

Migliorare il riciclaggio trasformando la progettazione, la raccolta e il ritrattamento dell’abbigliamento; perseguire l’innovazione per migliorare l’economia e la qualità del riciclaggio; stimolare la domanda di materiali di riciclaggio; implementare le collezioni di capi di vestiario su larga scala.


4 – RISORSE RINNOVABILI

Fare un uso efficace delle risorse e passare a input rinnovabili.

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