Alois Lageder, il vino biodinamico

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L’approccio olistico e sostenibile si può applicare anche all’attività vitivinicola, Alois Lageder, azienda altoatesina fondata nel 1823 lo sa bene e coltiva i suoi vigneti con metodi biologico-dinamici. In più collabora da decenni con dei viticoltori provenienti da diverse zone dell’Alto Adige, in questo modo nascono vini ambasciatori della loro terra d’origine.
La biodinamica è un metodo nato per rinnovare l’agricoltura, basato sui principi dell’antroposofia. L’ideatore di questa concezione fu il filosofo austriaco Rudolf Steiner e secondo questa visione un’azienda agricola funziona come un microcosmo organico, dove oltre all’uomo convivono varietà di piante e animali. Anche nella natura coltivata, quindi, si crea un ciclo completo di interazione fra il suolo, le piante e gli altri elementi della natura.
“Per noi – spiegano dall’azienda – un singolo vigneto, è un organismo vivente dietro al quale si cela un ecosistema complesso. Rispettando i ritmi e i cicli della natura, e quindi anche gli influssi cosmici come quelli prodotti dal sole, dalla luna e dai corpi celesti, mettiamo a frutto le loro forze a nostro vantaggio, e così facendo lavoriamo con e non contro la natura, praticando un’agricoltura redditizia”.
Sul piano pratico, ciò significa bandire del tutto fitofarmaci di sintesi chimica, erbicidi, fungicidi, insetticidi e concimi minerali, utilizzando invece preparati e infusi omeopatici che favoriscano i cicli naturali. Nei vigneti Alois Lageder, inoltre, si incrementa la biodiversità con essenze erbose e floreali, arbusti e piante, animali e concimi a base di compost, creando così un humus naturale che migliora la qualità del terreno e la fertilità delle viti.

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La Redazione

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