Bandiere Verdi per i virtuosi dell’arco alpino

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Le buone e le cattive pratiche realizzate sull’arco alpino italiano anche quest’anno hanno ricevuto il premio di Legambiente, cioè le bandiere verdi di Carovana delle Alpi. Di contro, non mancano gli esempi negativi, a cui sono andate le bandiere nere .

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“Le buone pratiche che raccontiamo con Carovana delle Alpi – spiega Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente – sono realtà lungimiranti che meritano di essere replicate su tutto il territorio nazionale e che dimostrano come sia possibile vivere la montagna senza sfruttarla, valorizzandone aspetti e caratteristiche peculiari e coinvolgendo le amministrazioni e le comunità locali. Oggi proprio sulle montagne si gioca una partita importante legata anche al contrasto dei cambiamenti climatici che qui avanzano rapidamente”.

Bandiere verdi
A livello regionale il Piemonte è la regione più virtuosa con ben 3 bandiere verdi.
Il riconoscimento è andato al Comizio Agrario di Mondovì (CN), che sostiene i piccoli agricoltori, la promozione della figura femminile nell’agricoltura e crede nello sviluppo di un’agricoltura di qualità tesa alla salvaguardia della biodiversità rurale, ambientale e del suolo.
Sono 2 invece le bandiere verdi, a pari merito, che svettano in Valle d’Aosta: una è andata all’Associazione di Promozione Sociale “Forrestgump” e la seconda alla Fondazione Sistema Ollignan Onlus, per l’impegno e la capacità nel coniugare la necessità di occupazione delle persone disabili alla pratica dell’agricoltura in montagna, priva di pesticidi, il tutto in un’ottica di agricoltura sociale.
In Lombardia la bandiera verde è stata assegnata al comune di Castello dell’Acqua, per l’impegno nell’incentivare un turismo sostenibile in Valtellina con il mantenimento della rete sentieristica.
In Veneto il riconoscimento è andato alle Aziende zootecniche della Lessinia che, per far fronte al calo dei prezzi nell’industria del latte destinato alla grande distribuzione, hanno intrapreso una strada diversa puntando sulla qualità dei prodotti. Premiato con la bandiera verde anche il comune di Malles in Val Venosta (Alto Adige) per aver deciso di vietare l’uso dei pesticidi, fertilizzanti e prodotti chimici, su tutto il territorio comunale.
Carovana della Alpi ha premiato, inoltre, il Trentino e in particolare i comuni delle Giudicarie, i consorzi Bim Sarca e Bim Chiese, il parco dell’Adamello Brenta e la comunità delle Giudicarie per la loro battaglia porta e per opporsi alla ricalibrazione delle portate d’acqua Deflussi Minimi Vitali rilasciate da alcune derivazioni idroelettriche sui fiumi Sarca, Chiese. Infine in Friuli Venezia Giulia la bandiera verde è andata all’Azienda agricola Zore di Alessia Berra per aver incentivato e sviluppato un’economia sostenibile in un’area marginale della montagna friulana caratterizzata da un forte spopolamento.

Bandiere nere
La Carovana delle Alpi ha poi assegnato il vessillo nero al comune di Rocchetta Nervina (IM) in Liguria, che ha in progetto la costruzione di un parcheggio di 1.055 mq su un’area agricola nel paese, zona tra l’altro destinata a “verde pubblico”. Altro comune a prendere la bandiera nera è quello di Rassa (VC) in Piemonte, che porta avanti una istanza di concessione di derivazione a uso idroelettrico; a farne le spese è il torrente Sorba, uno dei pochi dell’area alpina in condizioni di alta naturalità. Due le bandiere nere in Valle d’Aosta: la prima è assegnata a Monterosa S.p.A. per il progetto di realizzazione di una pista da sci di discesa nel Vallone di Indren, luogo appezzato per la sua naturalità; seconda bandiera nera all’amministrazione comunale di La Thuile che ha in progetto l’abbattimento dell’intero villaggio di minatori in località Pera Carà, unica testimonianza di campo di prigionia fascista in Valle d’Aosta e punto di interesse per un percorso di turismo minerario.
Anche in Lombardia sventolano due vessilli neri: una va al comune di Livigno che ha approvato la costruzione di un impianto sciistico su di un sito Natura 2000, costituito da pascoli, antichi nuclei abitati e habitat di tanti animali alpini. Bandiera nera alla provincia di Sondrio per aver consentito l’ampliamento degli ambiti e l’estrazione di quantitativi abnormi dalle cave in Comune di Novate Mezzola, in Valchiavenna.

 

La Redazione

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