Cambiamento climatico, cosa ci aspetta

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Ondate di calore, inondazioni, siccità e tempeste sempre più frequenti: non è un futuro roseo quello che si prospetta.
Il recente report dell’Agenzia europea dell’ambiente, Climate change, impacts and vulnerability in Europe 2016, mette in evidenza gli effetti dei cambiamenti climatici in tutto il vecchio continente, evidenziando la necessità di strategie, politiche e misure di adattamento migliori e più flessibili.
I fenomeni osservati, infatti, sono una minaccia per la biodiversità e influenzano anche la silvicoltura, la pesca, l’agricoltura e la salute umana.

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Gli eventi alluvionali sono aumentati dal 1980 in poi; di contro, la gravità e la frequenza delle siccità sembrano essersi intensificate, in particolare nelle regioni sud-orientali. In futuro si stima aumenteranno in frequenza, durata e gravità in gran parte del continente, soprattutto al sud. La temperatura media continentale annuale per il decennio 2006-2015 è stata circa 1,5 °C al di sopra di quella del livello pre-industriale. Il mare sta già subendo un processo di acidificazione e le variazioni termiche causano cambiamenti significativi nella distribuzione delle specie marine verso i poli, ma anche rispetto alla profondità.
Il cambiamento climatico ha anche causato un innalzamento della temperatura di fiumi e laghi, e ridotto la copertura di ghiaccio stagionale, non a caso il 14% degli habitat e il 13% delle specie sono da considerarsi già sotto pressione.
Non va meglio a livello atmosferico, se consideriamo che l’attuale concentrazione media di CO2 nell’atmosfera è il 40% in più rispetto ai livelli pre-industriali.

A tutto ciò si aggiunge una perdita di biodiversità stimata al doppio di quanto previsto a livello europeo, dove arriva al 10%, e diversi effetti sulla salute: in aumento il rischio di malattie trasmissibili clima-sensibili quali quelle trasmesse da insetti vettori, le tossinfezioni alimentari e malattie trasmesse con l’acqua e via così. Basti pensare che dal 1980 al 2013, il cambiamento climatico ha provocato nell’Unione europea perdite economiche superiori a 400 miliardi di Euro. E non finisce qui.

La Redazione

 

 

 

 

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