Diario del Cop23: gli eventi della giornata di martedì 7 novembre

0 90

Il secondo giorno del Cop23, la Conference of Parties per fare il punto sugli obiettivi prefissati dagli Accordi di Parigi, siglati nel 2015, è stato segnato da un evento di fondamentale importanza per il futuro del nostro pianeta e per l’impegno contro i cambiamenti climatici.

[kelkoogroup_ad id="13540" kw="nature" /]

La conferenza si tiene in Germania, nella città di Bonn, e i lavori degli Stati e delle organizzazioni presenti si protrarranno fino al prossimo 17 novembre. Gli impegni sono molti e la concentrazione di eventi è piuttosto alta. Tra i tanti argomenti toccati dalla conferenza, sicuramente quello più importante è relativo all’impegno comune per il mantenimento entro i 2° Centigradi dell’aumento della temperatura media del pianeta.

Per far rispettare questi impegni 195 Paesi avevano ratificato un accordo durante una conferenza tenutasi nella città di Parigi nel 2015. Gli unici paesi rimasti volontariamente fuori dagli accordi, per motivi diversi, furono il Nicaragua, la Siria e gli Stati Uniti.

Il Nicaragua, dopo i disastrosi eventi climatici che hanno interessato le regioni del Centro America, decise di ratificare il documento lo scorso settembre. E proprio oggi, all’apertura dei lavori della seconda giornata del Cop23, è stata annunciata l’adesione agli Accordi di Parigi da parte della Siria. Decisione che porta il numero di Paesi che hanno ratificato l’accordo alla sbalorditiva cifra di 197.

Questo evento, tuttavia, potrebbe avere un effetto ancora più importante. Portare, cioè, a un’incrinatura nell’attuale posizione isolazionista degli Stati Uniti, a oggi, l’unico Paese a non aver ratificato il documento. La seconda giornata della Conferenza è stata ulteriormente caratterizzata da dati positivi piuttosto importanti, relativamente agli impegni presi negli Accordi di Parigi.

Secondo le stime del periodo 1990-2016 l’Unione Europea è riuscita a ridurre l’emissione di gas serra nell’ordine del 23%, nonostante l’evidente sviluppo economico quantificato lungo lo stesso periodo in un +53%. Una dimostrazione della bontà delle scelte relative alla riduzione delle emissioni dei gas serra, favorendo l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile, che possono rappresentare anche un traino decisivo per l’economia stessa.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.