Dagli scarti di carota alla vodka antispreco

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Nella filiera ortofrutticola le carote brutte di aspetto, ma buone di sapore finiscono nella spazzatura. La dura legge del marketing impone di non immetterle in commercio perché non le comprerebbe nessuno.
In Australia, nel sud est del Queensland, due imprenditrici, Alice Gorman e Gen Windley, hanno deciso di produrre vodka proprio dagli scarti di carote.Avvalendosi della collaborazione di un mastro birraio e di un enologo hanno iniziano a fare alcuni esperimenti fino ad arrivare alla ricetta perfetta. Le carote vengono ridotte in purea a cui viene aggiunta il Syrah, un distillato a bacca rossa, e poi si continua la lavorazione con la fermentazione, la distillazione e il filtraggio.“In ogni bottiglia c’è il 20% di carota e suggeriamo alle persone di guarnire il loro bicchiere con bastoncini di carota – commentano le due imprenditrici – Ci piace dire che bevendo la nostra vodka si consumano due delle cinque porzioni di frutta e verdura consigliate ogni giorno”.
Un modo di sicuro innovativo di recuperare gli scarti alimentari e di proporre la vodka.

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La Redazione

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