I due parchi più belli d’Italia

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Natura, meraviglia e bellezza: queste le caratteristiche che accomunano i parchi di Villa Durazzo Pallavicini a Genova Pegli e Villa La Foce in Val d’Orcia, vincitori della XV edizione del concorso il Parco più bello.

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Il contest è promosso dal network ilparcopiubello.it, che da oltre quindici anni promuove un turismo verde alla scoperta del patrimonio paesaggistico e botanico italiano. Tra gli oltre mille partecipanti hanno vinto la sfida Villa Durazzo Pallavicini a Genova-Pegli, per la categoria “Parchi Pubblici”, e Villa La Foce in Val d’Orcia (Chianciano Terme, Siena), per la categoria “Parchi Privati”.

Villa Durazzo Pallavicini a Genova-Pegli.
Questa villa vanta uno dei parchi romantici più originali del mondo, voluto dal marchese Ignazio Pallavicini e realizzato nel 1840 dallo scenografo Michele Canzio. È stato pensato come un itinerario composto da: il viale classico, la coffee house, l’arco di trionfo, la casa dell’eremita, le grotte, il lago grande con la pagoda cinese, il tempio di Diana, il ponte romano, i giardini di flora, il gazebo delle eose. Il tutto è racchiuso da una pittoresca cornice paesaggistica con piante di pregio botanico come la monumentale canfora affiancata al cedro del Libano posti a margine del lago, la collezione di palme esotiche, l’araucaria e il sughero secolari, la rosa banksia e il lauroceraso. A cui si aggiunge la collezione di antiche camelie, alcune delle quali ultracentenarie, che ogni primavera mettono in scena una spettacolare fioritura.

Villa La Foce in Val d’Orcia (Chianciano Terme, Siena).
La casa è circondata da un giardino formale diviso in “stanze” da siepi di bosso, con piante di limoni in vasi di terracotta. Scale di travertino portano al roseto e a un pergolato ricoperto di glicine e delimitato da siepi di lavanda. Ma non finisce qui. Pendii terrazzati salgono su per la collina, dove ciliegi, pini e cipressi crescono tra la ginestra selvatica, il timo e il rosmarino, mentre un lungo viale di cipressi porta a una statua di pietra del XVII secolo. Un sentiero attraversa il bosco e collega il giardino con il cimitero di famiglia, che è considerato una delle migliori creazioni di Cecil Pinsent.

La Redazione

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