Il lupo italiano è unico nel suo genere

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Ne è passato di tempo da quando nel 1921 il naturalista italiano Altobello metteva nero su bianco che la popolazione italiana di lupo è una sottospecie unica al mondo, Canis lupus italicus. Nel 2017 è arrivata l’ufficialità della notizia grazie a uno studio pubblicato di recente sulla prestigiosa rivista Plos One.

“Abbiamo studiato la variabilità genetica di centinaia di lupi provenienti da cinque diverse popolazioni europee e quello che è emerso è chiaro: il lupo italiano è nettamente distinto da tutti gli altri lupi d’Europa e del mondo, sia a livello di cromosomi autosomici (la maggior parte del DNA di un individuo) sia a livello mitocondriale (DNA ereditato per via materna)”, spiega Romolo Caniglia, genetista e coordinatore dello studio internazionale che ha visto coinvolti ricercatori provenienti da nove paesi del Vecchio Continente.
Una peculiarità piuttosto antica: “Utilizzando metodi che consentono di datare quando è avvenuta la separazione del lupo italiano dalle altre popolazioni europee, ci ha sorpreso scoprire che questa unicità ha iniziato a emergere già dal termine dell’ultima glaciazione, quando le popolazioni di lupo allora esistenti in Europa erano state spinte verso sud dai ghiacci, mentre nuovi lupi provenienti dall’Asia iniziavano a giungere da est”. Una diversità con radici antiche, quindi, che sottolinea ancora una volta come il lupo nostrano andrebbe tutelato.

In Italia, invece, secondo il Wwf ogni anno circa 300 lupi muoiono per mano dell’uomo, di cui 1 su 2 muore per mano dei bracconieri a causa di lacci, trappole, esche avvelenate e colpi d’arma da fuoco.

La Redazione

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