Il vino biologico è campione di consumi

Il vino biologico è campione di consumi

Con numeri da record e solidi trend di crescita il vino biologico è sempre più apprezzato dai consumatori

Il vino biologico è campione di consumi

Buone notizie per il vino biologico: è sempre più apprezzato dai consumatori e dai produttori italiani e internazionali che lo considerano di qualità superiore. Ciò è emerso dall’analisi di oltre 74mila rating di vini di diverse vendemmie, varietà e regioni di produzione.

La certificazione biologica è associata a un incremento significativo della valutazione della qualità: in un vigneto che non ricorre a pesticidi di sintesi chimica aumenta il vigore dei microrganismi, che sono la parte vivente della sostanza organica. Le uve che ne derivano rappresentano gli interpreti più autentici del terroir. Inoltre, escludendo i fertilizzanti a fronte di un contenimento della resa c’è un miglior profilo organolettico.

Di fatto è in crescita il numero dei produttori vitivinicoli che scelgono l’alternativa biologica. Una scelta che si sfocia nello sviluppo a tripla cifra della viticoltura, cresciuta del +295% in Europa e del +280% nel mondo, nel periodo 2004-2015 (analisi Wine Monitor Nomisma su dati FIBL). All’interno di questo scenario il Vecchio Continente detiene il primato sia per maggior superficie vitata bio del mondo (293mila ettari pari al 88% della superficie globale) sia per l’incidenza delle superfici vitate bio sul totale.

E come nella maggior parte delle statistiche sulla produzione biologica, l’Italia si piazza sul podio con 83mila ettari di vigneto coltivati con metodo biologico (11,9%), seguita da Austria e Spagna.Un risultato non scontato, considerando che lungo lo Stivale a fronte di un tiepido +1% delle vendite di vino in generale, quelle di vino bio hanno registrato un +53% rispetto al 2015.

Al momento della scelta il consumatore italiano predilige il vino rosso, tuttavia i vini bianchi crescono in maniera più significativa assieme ai vini spumanti e frizzanti. Nello specifico il Montepulciano d’Abruzzo (18% delle vendite 2016 di vino bio a valore), seguito dal Nero d’Avola e dalle diverse tipologie di Chianti sono i vini biologici più apprezzati dai connazionali che credono nella naturalità (24%), salubrità (20%) e qualità (17%) come proprietà distintive del vino bio. Un’ottima reputazione che travalica i confini nazionali. Per il 42% dei consumatori inglesi e per il 40% di quelli tedeschi, i vini bio made in Italy hanno una qualità mediamente superiore rispetto ai vini bio di altri Paesi e sono evocativi di alta qualità e di autenticità.

Anna Simone

Anna Simone

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