Incendi: i boschi bruciano sempre di più

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Incendi più lunghi e più intensi, distribuiti durante tutto l’anno e con chiare conseguenze negative sull’ambiente e sui mezzi di sostentamento.

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Questa la tendenza registrata dal Rapporto annuale sugli incendi boschivi del Centro comune di ricerca-JRC della Commissione europea (riferito al 2016 e a 30 paesi in Europa, Medio Oriente e Nord Africa). E anche il 2017, con oltre 700mila ettari di terreno già bruciati, verrà ricordato come uno dei più drammatici per gli incendi in Europa.

LE CAUSE

A scatenare le fiamme, secondo i dati del Sistema europeo di informazione sugli incendi forestali (EFFIS), è quasi sempre la mano dell’uomo e solo pochi sono dovuti a fattori naturali come ad esempio un fulmine.
Anche le condizioni calde e asciutte causate dai cambiamenti climatici provocano incendi più gravi ed una maggiore frequenza di piccoli incendi che crescono fino a diventare incontrollabili.
In Italia, secondo i dati del Corpo Forestale dello Stato relativi al 2016, 4.793 incendi hanno bruciato complessivamente 47.926 ettari. Il maggior numero di incendi si è verificato in Calabria, mentre la più grande zona bruciata si trova in Sicilia. La Sardegna presenta un numero relativamente basso di incendi, ma di grandi dimensioni, e per questo si posiziona al secondo posto in termini di zone bruciate.

RISCHIO PER LA SALUTE

Il fumo provocato dagli incendi costituisce anche un rischio per la salute umana, come dimostra anche lo studio di un gruppo internazionale di ricercatori del Centro comune di ricerca, Università di Lund in Svezia e Centro nazionale per gli studi atmosferici degli Stati Uniti d’America, pubblicato sulla rivista scientifica Atmospheric Chemistry and Physics. Aumentano infatti le emissioni di PM2.5 provenienti dagli incendi con gravi ripercussioni sulla salute.

MONITORAGGIO INTERNAZIONALE

Il Centro comune di ricerca sta sviluppando anche un sistema di informazione sugli incendi, per monitorare e valutare le tendenze e gli effetti degli incendi in tutto il mondo, riunendo tutte le fonti di informazione esistenti a livello regionale e nazionale. Infatti, finora non esiste un metodo condiviso per la gestione degli incendi, per il loro contenimento e per la riduzione delle emissioni che ne conseguono. Per questo è necessaria una costante collaborazione fra tutti i Paesi, che porti a una gestione efficace e condivisa degli incendi.

CONCLUSIONI

Il Rapporto annuale sugli incendi boschivi è quindi una risorsa in grado di fornire ai politici i migliori dati e strumenti disponibili per aiutarli a prevenire gli effetti distruttivi degli incendi boschivi e a condividere le buone pratiche nella gestione forestale.

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