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Lo spumante che invecchia sul fondo del mare

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Siamo a Sestri Levante, location suggestiva, che a Pierluigi Lugano, titolare di un’azienda vitivinicola ha ispirato un progetto singolare: dare vita a uno spumante sfruttando le condizioni di temperatura e luce particolari dei fondali marini.

L’idea imprenditoriale ha avuto successo e dal 2009 al largo della Baia del Silenzio di Sestri Levante matura lo spumante Abissi.

Le bottiglie restano sui fondali per poi essere recuperate dopo vari mesi. Il risultato è un prodotto dal colore giallo intenso, molto profumato con sentori di salmastro e muschio umido di rugiada. Al gusto appare immediata la sapidità e la mineralità tipica della macerazione.

 

Se ne producono tre tipologie: Classico Abissi, Abissi Riserva e Abissi Rosé, tutti immersi in gabbie di acciaio inox alla profondità di 60 metri e alla temperatura costante di 15°, ma con permanenza variabile sul fondo del mare che è pari a diciotto mesi per il Classico Abissi, ventisei Abissi Riserva – spumante ideale per aperitivi e pasti a base di frutti di mare e preparazioni marinare –, quattordici Abissi Rosé, perfetto con aperitivi e pasti a base di pesce.

Abissi è il nome ideale per un brut che giace sui fondali del mare.

In casa Lugano si festeggia alla grande. L’esperimento è iniziato con 6500 bottiglie, ma ormai ogni anno, dai fondali di Sestri ne escono circa 30mila. In molti hanno provato a copiare l’idea dello spumante sommerso, ma senza grandi risultati, francesi inclusi.

«Una bottiglia come la mia non può esistere e non ha il diritto di esserci – commenta Piero Lugano – se anche i francesi hanno fallito un motivo c’è».

 

 

Anna Simone

 

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