Nel Belpaese i cambiamenti climatici corrono

0 70

Gli effetti dei cambiamenti climatici riguardano anche l’Italia, anzi sono già arrivati considerando che il clima lungo lo Stivale non è più quello di una volta. A fornire la fotografia è l’Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, attraverso il rapporto “Gli indicatori del clima in Italia nel 2016”, pubblicato in questi giorni.
Le osservazioni di circa 1100 stazioni di monitoraggio meteoclimatico sparse per il Paese, mostrano che in «il 2016 è stato il sesto anno più caldo dall’inizio delle osservazioni», mentre per il mondo nel suo complesso «nel 2016, per il terzo anno consecutivo, la temperatura media annua globale ha segnato il nuovo record».

[kelkoogroup_ad id="13540" kw="nature" /]

La temperatura media annuale rimane più alta di +1.35°C rispetto al trentennio di riferimento 1961-1990. L’aumento registrato in Italia è di poco superiore ai valori climatici globali del pianeta (+1.31 °C) con la stagione invernale 2016 che è stata la più anomala con un valore annuo medio di +2.15°C.
Ma non finisce qui. Tutti i mesi del 2016 sono stati più caldi della norma: in particolare dicembre al Nord (+2.76°C), febbraio al Centro (+3.02°C) e aprile al Sud e sulle Isole (+2.99°C). Per quanto riguarda i mesi invernali le temperature sono state piuttosto miti e sia all’inizio che alla fine dell’anno, come negli anni precedenti, la quota neve è stata generalmente più alta rispetto alla media di lungo periodo.

Le conseguenze? In primis siccità e bombe d’acqua. «Nel 2016 – si legge nel rapporto – non sono mancati eventi di forte intensità, anche prolungati, come quelli che hanno colpito la Liguria e il Piemonte nella terza decade di novembre. Tuttavia, la caratteristica più rilevante del 2016 è stata forse la persistenza di condizioni siccitose, con le precipitazioni cumulate annuali del 2016 in Italia sono state complessivamente inferiori alla media climatologica del 6% circa con un incredibile record di giorni asciutti – ovvero con precipitazione inferiore o uguale a 1 mm – registrato a Capo Bellavista (NU) con 334 giorni».
Lo stesso si può dire osservando la temperatura superficiale dei mari italiani, dove si registra «un’anomalia media di +0.99°C rispetto al periodo di riferimento 1961-1990», con il 2016 che si colloca dunque al 4° posto della serie, dopo il 2015, il 2012 e il 2014. L’incedere dei cambiamenti climatici oscilla, ma avanza inesorabile su terra e mare.
Una problematica che quindi riguarda anche noi italiani.

Anna Simone

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.