One Planet Summit, a Parigi dodici impegni per un pianeta

La conferenza ha l’obiettivo di trovare i finanziamenti necessari per la lotta ai cambiamenti climatici.

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Adattamento, mitigazione, mobilitazione. Queste le tre parole chiave dell’One Planet Summit, la conferenza organizzata da Francia, Nazioni Unite e Banca Mondiale, che si è svolta pochi giorni fa a Parigi con l’obiettivo di trovare i finanziamenti necessari per la lotta ai cambiamenti climatici e che ha visto riuniti centinaia di leader di tutti i settori, determinati a dimostrare “il potere dell’azione collettiva nel cambiamento climatico globale”.
Come trovare nuovi modi per finanziare l’adattamento dei nostri stili di vita alle inevitabili trasformazioni, a un’ulteriore accelerazione delle emissioni di gas serra?

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DODICI PROMESSE

Per il momento le risposte sono stte soprattutto nel campo delle promesse e delle aspettative, tutto è ancora da concretizzare. Non ci resta che aspettare e verificare se si tradurranno in azioni concrete. Si è partiti da dodici impegni, detti “Clim’acts”, che vanno dalla risposta agli eventi meteorologici estremi alla protezione delle risorse naturali, passando per misure di sostegno alla mobilità sostenibile, alla ricerca e e alle iniziative per favorire metodi di produzione ecosostenibili.

INVESTIMENTI SOSTENIBILI

Per i fondi necessari alla loro realizzazione è scesa in campo una coalizione di fondi sovrani – guidata dalla Norvegia e che comprende anche Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Nuova Zelanda – che si è impegnata a rendere più “verdi” i propri portafogli.
Le richieste della Francia (nella foto: il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron) si sono orientate sul desiderio che almeno il 5% degli investimenti sostenibili di tali fondi sia “compatibile con gli impegni assunti attraverso l’Accordo di Parigi sul clima. Come ha sottolineato però anche il quotidiano francese Le Monde, per ora si tratta di promesse e nulla di concreto è stato deciso.

BIG DONORS

Al contrario di quanto avviene al livello dei governi, invece, i grandi donatori privati, come Michael Bloomberg o Bill Gates si stanno muovendo molto più rapidamente e in modo sostanzioso. Bill Gates ha promesso di devolvere fino a 424 milioni di euro ad un programma di ricerca sull’impatto dei cambiamenti climatici sul settore agricolo. Circa cento tra fondi d’investimento e fondi pensione, inoltre, hanno promesso che “verrà garantita trasparenza sugli impatti ecologici dei loro investimenti” e che “sarà elaborata, entro dodici mesi, una strategia collettiva di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra”.

 

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