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Parchi, un appello per una legge migliore

Ambientalisti contrari alla riforma: “Peggiora la situazione della natura in Italia".

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Ventisette associazioni, comitati e organizzazioni ambientali, oltre a personalità del mondo della cultura e della ricerca, lanciano un appello al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, a una nutrita lista di Ministri, a tutti i componenti della commissione ambiente del Senato e ai presidenti di tutti i Gruppi parlamentari del Senato per chiedere di non stravolgere la legge sui parchi.

LA COSTITUZIONE DEI PARCHI

“La legge quadro sulle aree naturali protette (Legge 394/1991) ha rappresentato un punto di svolta nella tutela della natura italiana – spiegano infatti nell’appello – consentendo di passare da poche aree protette ad un sistema di parchi e riserve che attualmente protegge oltre il 10% del territorio italiano”. Non a caso viene considerata la ‘Costituzione delle aree protette italiane’, presa peraltro a modello da altre legislazioni.

Invece la proposta di legge in discussione al Senato propone delle modifiche che finirebbero per peggiorare pesantemente la situazione. “Se è vero – spiegano – che dopo 25 anni qualsiasi legge ha bisogno di modifiche, è altrettanto vero che il testo in discussione non risolve nessuno dei problemi evidenziati nella gestione delle aree protette, ma anzi finisce per aggravarli”.

I PUNTI DEBOLI

In che modo? “Restano insoddisfacenti – secondo i firmatari dell’appello – le soluzioni adottate su vari aspetti come la governance, la mancanza di obbligatorietà di specifiche competenze per i ruoli apicali, la composizione dei consigli direttivi che si aprono a portatori di interessi economici particolari, la gestione faunistica, la cancellazione del parco nazionale del Delta del Po, la frammentarietà del sistema delle aree marine protette e tanto altro ancora”.

L’appello, nato in maniera spontanea dal confronto all’interno nell’ampio movimento di associazioni e di uomini della cultura, delle aree naturali protette, dell’università e della ricerca ribadisce che “senza voler mettere in discussione l’impegno dei parlamentari che hanno elaborato il testo, dobbiamo affermare che il lavoro avviato non può ritenersi completato”.

CHI HA FIRMATO L’APPELLO

AIgae, Aisa, Altura, Appennino Ecosistema, Associazione “Ornitologi Marchigiani”, Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, Cts, Cgil Abruzzo e Area nazionale Ambiente & Territorio, Comitato per la Bellezza, Enpa, Gruppo d’Intervento Giuridico, Gruppo San Rossore, Italia Nostra, Lav, Lipu, Marevivo, Mountain Wilderness, Osservatorio Ecologia Appenninica, Salviamo l’Orso, Sigea, Società Italiana Storia della Fauna, Società Romana Scienze Naturali, Sropu, Usb Abruzzo, Verdi Ambiente Società, Wwf Italia.

 

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