Stop ai delfinari in Francia

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Ottime notizie della Francia, che ha introdotto nuove regole relativamente alla detenzione dei cetacei e conseguente grande festa per gli animalisti francesi e non. Il governo il 6 maggio ha pubblicato il nuovo decreto ministeriale che prevede, tra le altre novità, la regolamentazione più rigida della riproduzione in cattività di delfini e orche, e l’eliminazione del diritto di detenere in cattività balene, delfini e focene, ad esclusione di orche e tursiopi già presenti nelle strutture attualmente aperte.

Secondo gli attivisti dei 5 dei maggiori gruppi di conservazione si tratta di un passo storico, che potrebbe anticipare la fine di “allevamento, di scambio e di programmi di importazione”, che in un futuro vicino porterebbe alla chiusura degli spettacoli con animali marini in tutta la Francia. La speranza è che i cugini d’Oltralpe siano capofila in questa iniziativa, sensibilizzando il resto d’Europa.

Secondo l’agenzia di stampa AFP il divieto assoluto di far riprodurre delfini e orche in cattività non era inizialmente presente nella normativa, firmata lo scorso mercoledì dal Ministro dell’Ambiente Ségolène Royal, che avrebbe invece deciso di rafforzare la legge dopo aver appreso che alcuni di questi animali, rinchiusi negli acquari, erano stati drogati.

E il testo normativo è ancora più approfondito: proibisce il contatto diretto tra animali e persone. Significa sia che non sarà più consentito nuotare con i delfini, sia l’obbligo per tutte le strutture di dotarsi di vasche di dimensioni molto più grandi.

 

“Costringere un animale a vivere in pochi metri quadrati per tutta la propria vita è un gesto di estrema crudeltà -afferma in una nota Essereanimali.org– e ci auguriamo che norme come quella francese, che dimostrano una nuova attenzione verso l’etologia e il diritto al benessere degli animali siano i primi passi verso un futuro di totale libertà per tutti loro”. Essereanimali.org prosegue nella battaglia di fare applicare questa norma anche in Italia.

L’associazione Essere Animali in azione per dire un grande NO davanti al delfinario di Rimini.

 

Il nuovo decreto, che sostituirà quello del 1981, è stato introdotto dal Ministro dell’Ambiente Ségolène Royal e si compone di cinque nuove regole:

Vasche più grandi, ampliate almeno del 150%, con una superficie minima di 3500 metri quadri per le orche e di 2mila metri quadri per i delfini. La vecchia legge ne prevedeva 800. La profondità dovrà essere almeno di 11 metri per le orche e almeno di 6 per i delfini.

No al cloro nell’acqua e dovranno inoltre presentare cascate, correnti e onde per diminuire lo stato di stress degli animali reclusi.

Formazione specifica per i tutor. Gli animali dovranno avere dei veri e propri assistenti umani.

NO ai contatti con il pubblico: i cetacei detenuti in cattività non dovranno più entrare in contatto diretto con le persone, ovvero il pubblico non potrà più immergersi con loro.

Riproduzione proibita, ma non vietata: la riproduzione dei cetacei sarà proibita a meno che la dimensione e la configurazione delle vasche rispetti la nuova normativa.

Secondo all4animals “Siamo purtroppo ancora ben lontani dalla comprensione che gli animali, tutti, non sono nostra proprietà, e nessuna grande vasca può sostituire gli oceani”.

Quello della riproduzione è il punto più dolente delle nuove disposizioni di legge: il Ministro ha parlato di proibizione della riproduzione ma, di fatto, questa sarà ancora possibile e strettamente controllata da un parere della commissione consultiva nazionale per la fauna selvatica in cattività.

Secondo all4animals “È evidente che le nuove disposizioni mirano a ridurre in modo considerevole gli animali reclusi, ma con il tempo. I delfinari francesi potranno adeguarsi alle regolamentazioni entro i prossimi tre anni. Si tratta di un piccolo passo avanti nel miglioramento delle condizioni di detenzione degli animali marini, ma siamo purtroppo ancora ben lontani dalla comprensione profonda di un concetto che dovrebbe essere assodato: gli animali, tutti, non sono nostra proprietà, e nessuna grande vasca può sostituire gli oceani”.

Arianna Pinton

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