Suolo, in 6 mesi cementificati 5mila ettari

0 55

Il cemento avanza. Si possono riassumere così i risultati dell’ultimo rapporto “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemi” presentato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). «Da novembre 2015 a maggio 2016, l’Italia ha consumato quasi 30 ettari di suolo al giorno, per un totale di 5mila ettari di territorio. Come se in pochi mesi avessimo costruito 200.000 villette».

[kelkoogroup_ad id="13540" kw="nature" /]

Dai dati dell’Ispra risulta che è stato già impermeabilizzato il 7,6% della superficie italiana, cioè 23mila chilometri quadrati, una superficie pari alla somma di Campania, Molise e Liguria.
Le colate di cemento – si legge nel Rapporto – continuano a interessare zone a pericolosità sismica (oggi è ricoperto oltre il 7% nelle aree a pericolosità alta e quasi il 5% in quelle a pericolosità molto alta), idraulica (oltre 257.000 ettari, l’11% del totale del suolo artificiale nazionale) da frana (circa l’11,8% del totale nazionale, con un incremento medio dello 0,2%), di fascia costiera (con un aumento dell’impermeabilizzato nella fascia sotto i 300 metri, pari allo 0,15% a livello nazionale) aree protette (32.800 ettari di territorio consumato e un aumento di ulteriori 48 ettari tra il 2015-2016) e parchi nazionali (nell’Arcipelago di La Maddalena e nel Parco nazionale del Circeo).
Anche nel migliore dei casi, con interventi di riqualificazione del territorio già occupato, che tra l’altro permetterebbero di rilanciare il settore edilizio, c’è da mettere in conto un consumo di 1.635 chilometri quadrati (circa 7 volte l’isola d’Elba) durante il periodo di transizione per arrivare poi a zero a metà secolo. Sono molti, però rappresenterebbero un miglioramento rispetto allo scenario di una possibile ripresa economica che ripercorra la vecchia strada del saccheggio del territorio.

Tornando al presente, tra le Regioni che hanno perso una percentuale di suolo superiore al 5% spiccano Lombardia e Veneto con oltre il 12% e la Campania con oltre il 10%. Ma gli incrementi maggiori in valori assoluti, sono avvenuti in Lombardia (648 ettari di nuove superfici artificiali), Sicilia (585 ha) e Veneto (563 ha).

 

Anna Simone

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.