Treedom, la piattaforma che pianta alberi per noi

Treedom, la piattaforma che pianta alberi per noi

Gli alberi si piantano con un click

Treedom, la piattaforma che pianta alberi per noi

Le storie belle vanno sempre raccontate e quella di Treedom lo è. Tutto è nato nel 2010 quando Tommaso e Federico si divertivano con Farmville, il gioco dove ci si improvvisa contadini virtuali. Poi un giorno l’idea di trasformare la fantasia in realtà, così ha preso vita l’unica piattaforma web al mondo che permette di piantare un albero a distanza e seguirlo online. Dalla sua fondazione sono stati piantati più di 320mila alberi in Africa, America Latina e Italia. Tutti gli alberi vengono piantati direttamente da contadini locali e contribuiscono a produrre benefici ambientali, sociali ed economici.

“C’è un eschimese in mezzo ai ghiacci, un beduino in pieno deserto e un polinesiano in alto mare. Tutti e tre stanno piantando un albero. La mission di Treedom è far sì che questa non sia una barzelletta”. Si legge questa frase sul sito internet della piattaforma, che è semplice e intuiva.
Per iniziare basta scegliere l’albero che più ci piace (hanno un costo che va dai 6 ai 40 euro). Un contadino lo pianterà per noi nel suo paese e se ne prenderà cura. L’albero sarà fotografato, geolocalizzato e avrà una pagina online. Sempre online si potranno seguire i primi momenti della sua vita, accompagnarlo fino al trapianto, conoscerne le caratteristiche e il significato, personalizzarlo con un messaggio e anche regalarlo a una persona speciale.

Treedom si avvale della collaborazione di 18.700 contadini tra Camerun, Senegal, Haiti, Kenya, Malawi, Burkina Faso e Argentina. In Italia hanno un progetto con Libera sui terreni confiscati alla mafia in Sicilia e un altro progetto a Scampia che coinvolge ragazzi usciti da carcere. I progetti prevedono la piantumazione di specie da frutto, specie forestali e a rischio di estinzione, sono specie arboree native o che rispetto della biodiversità del luogo.Attraverso i prodotti degli alberi da frutto, che restano a disposizione dei contadini e delle cooperative, le comunità beneficiano anche di un incremento del loro potere di mercato, grazie alle attività di microimprenditorialità avviate a seguito della commercializzazione dei frutti o derivati.

Anna Simone

Anna Simone

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