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Pesticidi? Una rivoluzione grazie ai robot

Non è fantascienza, è già realtà. I robot impollinatori sono progettati per salvare api e farfalle o per... rimpiazzarle.

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L’uso indiscriminato di pesticidi è dannoso per tutto l’ambiente. La tecnologia viene in aiuto, grazie alla robotica più avveniristica. Se però da un lato c’è chi progetta minuscoli robot che agiranno come cecchini per sostituire i pesticidi, c’è invece chi è già al lavoro per sostituire gli insetti impollinatori, come api e farfalle, “perché tanto ormai sono in declino, tanto vale voltare pagina”.

GREENPEACE NON CI STA – L’Istituto nazionale di scienze e tecnologie industriali avanzate (Aist) di Tsukuba, in Giappone, sta sviluppando robot impollinatori progettati per rimpiazzare api e farfalle, che sono ormai in declino a causa dei pesticidi. Pensiamo davvero che sia una grande invenzione? La soluzione alla scomparsa delle api e degli altri insetti impollinatori non può essere creare un nuovo mondo fatto solo di robot. E Greenpeace si mobilita con una raccolta firme.

IL PROBLEMA – La questione relativa all’utilizzo dei pesticidi ha una serie di punti critici che devono essere al più presto risolti. Tra questi l’utilizzo sproporzionato e le modalità con le quali questi vengono distribuiti sui campi coltivati. L’utilizzo di pesticidi può risultare indispensabile per il rendimento di molte coltivazioni, ma è un agente inquinante e problematico per l’intera biosfera. L’uso indiscriminato di pesticidi sta creando non pochi problemi agli animali cosiddetti “impollinatori”. Le api soffrono l’utilizzo di questi prodotti e la loro resistenza è messa a dura prova da queste sostanze. L’attuale sistema di agricoltura industriale basato sulla dipendenza dai pesticidi chimici, come i neonicotinoidi, non è più sostenibile. Recenti studi hanno confermato che i neonicotinoidi danneggiano non solo le api, ma anche i bombi, le farfalle, gli insetti acquatici e persino gli uccelli, con possibili ripercussioni su tutta la catena alimentare. Anche la concomitanza di questo aspetto, insieme a quello relativo alla salute dei consumatori dei prodotti finiti, ha obbligato i produttori a mettere al bando i pesticidi più efficaci.

LE API – Questi preziosissimi insetti non producono solo miele, che oltretutto è sempre in minor quantità, ma svolgono un ruolo fondamentale nella produzione alimentare. Un terzo del cibo che mangiamo (per esempio zucchine, albicocche, mandorle, coriandolo, olio di colza e molti altri alimenti) dipende dalla loro opera di impollinazione. Pesticidi, perdita di habitat, monocolture e cambiamenti climatici minacciano la loro sopravvivenza, e quindi la nostra produzione alimentare, tanto da spingere gli scienziati a progettare un surrogato di questi importantissimi insetti.

I PESTICIDI – Questi vengono sostituiti con prodotti meno efficienti nell’eliminare le specie invasive dal terreno, favorendo un aumento della resistenza delle stesse a questi agenti chimici. Oltretutto, l’utilizzo di pesticidi viene spesso sviluppato sull’intera area coltivata. Un ulteriore sistema che porta a modifiche e malformazione dei prodotti coltivati che finiscono sulle nostre tavole.

UNA SOLUZIONE PER SALVARE GLI IMPOLLINATORI – Una soluzione a questo problema potrebbe arrivare dall’intelligenza artificiale che entro i prossimi 3 anni dovrebbe essere in grado di produrre macchine di dimensioni molto piccole in grado di lavorare proprio come dei veri e propri “cecchini” nella distribuzione di pesticidi. Questi robot saranno in grado di utilizzare piccole quantità di prodotto solo ed esclusivamente sulle piante da eradicare, riducendo al minimo il coinvolgimento del prodotto coltivato. Si tratta di una tecnologia già allo studio che potrebbe permettere la reintroduzione di prodotti in grado di mostrare molta più efficienza contro le specie invasive, senza portare alle controverse conseguenze relative all’utilizzo di prodotti nocivi su semi e piante per prodotti alimentari. Il progetto è portato avanti dal Professor Simon Blackmore, capo della divisione di agricoltura robotica della Harper Adams University. Quello dell’avanzamento tecnologico nell’ambito dell’agricoltura è un passaggio obbligato per il miglioramento della qualità dei prodotti sulle nostre tavole e l’idea di affidare la nostra salute alimentare ai robot può essere molto utile nell’immediato futuro.

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