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World Food Day, cosa comprano gli italiani

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Sempre più vicina e sempre più sana: la spesa degli italiani è sostenibile e, quando può, dà importanza allo sviluppo rurale, sostenendo l’agricoltura locale. A sottolinearlo, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione – World Food Day, che cade il 16 ottobre, è L’Alveare che dice Sì!, la startup che unisce tecnologia e agricoltura sostenibile perché permette a consumatori e produttori locali, presenti nel raggio di 250 km, di unirsi per sostenere il consumo di prodotti freschi, genuini e a Km 0.

Dalla ricerca (effettuata su oltre 40mila utenti) è emerso che in Italia la distanza media tra i produttori e gli Alveari è pari a 32 km, un dato che garantisce la località dei prodotti che vengono consumati dagli utenti del portale. Al primo posto tra le regioni più virtuose c’è il Piemonte, dove la distanza media tra produttore e Alveare è pari a 26 km; seguono Emilia Romagna (28 km) e Lombardia (33 km). Si tratta inoltre delle regioni con il più alto numero di produttori aderenti a L’Alveare che dice Sì!.
Frutta e verdura sono i prodotti più venduti. In particolare, i consumatori acquistano dai produttori locali ortofrutta (43,17%), latteria (21,14%), carne e salumi (17,23%). Non manca chi si rifornisce dai pasticceri locali per pane e dolci (7,35%) o altri alimentari (5,86%). Nel paniere dei consumatori ci sono infine anche bevande (3,24%), gastronomia (1,21%) e prodotti per la cura e la bellezza (0,8%).

Tra le recenti novità lanciate da questa start up spiccano: l’alveare vegan di Roma, a due passi da Piazza Vittorio, con prodotti cruelty free, dalla frutta ai detersivi naturali; l’Alveare della Terra a Milano, in collaborazione con Slow Food Italia e Condotta Slow Food Milano, che raccoglie produttori aderenti alla filosofia “slow” e che propongono alimenti prodotti con certificazione filiera bio, tradizionale e artigianale; l’Alveare Campus San Paolo a Torino, il primo in un collegio universitario.

Anna Simone

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