Cangiari, la moda etica italiana di fascia alta

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Si chiama Cangiari, che in calabrese significa “cambiare”, il primo brand di moda etica di alta gamma della moda italiana, prodotto in Calabria da Goel – Gruppo Cooperativo. Una storia di imprenditoria con singolari risvolti culturali, considerando che ha saputo recuperare e valorizzare dei disegni della tessitura a mano calabrese di origine grecanica e bizantina, salvando dall’oblio quest’arte che veniva trasmessa oralmente da madre in figlia dalle anziane “majistre” tramite cantilene.
Nel processo di lavorazione dei tessuti della tradizione calabrese si contano fino a 1800 fili di ordito che bisogna far passare nei “licci” dei telai, in un preciso ordine matematico, ognuno diverso per ogni tipo di disegno. La comunità creativa dell’azienda ha trasferito su carta i codici nascosti all’interno delle nenie preservando così un patrimonio. Le nuove “majistre” utilizzano antichi telai a mano restaurati o ricostruiti secondo la tradizione, producendo tessuti unici a vantaggio anche della realtà occupazionale locale.

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Un progetto di impatto sociale, quindi, ma anche etico. Cangiari è il primo marchio di fascia alta che usa solo materiali bio, certificati G.O.T.S., e che si avvale di una filiera cooperativa e partecipata dagli stessi lavoratori, luogo sociale di inserimento lavorativo anche di persone svantaggiate. Etico è anche il suo messaggio: un lifestyle raffinato, etico, biologico e sostenibile.
Per scoprire di più su questo brand, un’occasione arriva da “Abitare Cangiari, etica e design”, una mostra-evento gratuita aperta al pubblico dall’11 al 20 ottobre. L’appuntamento è a Milano presso lo showroom di Lualdi, azienda che nasce da una storica falegnameria di famiglia.

Anna Simone

 

 

 

 

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