Chiuso l’allevamento di visoni di Antegna

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Finalmente possiamo mettere la parola ‘fine’ a questa brutta storia. Una nuova vittoria per gli ambientalisti che hanno a cuore la tutela sia degli animali sia della salute dei cittadini.

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La vicenda del discusso allevamento di visoni ad Antegnate, in provincia di Bergamo, si è finalmente conclusa nel migliore dei modi: dopo proteste, cortei, petizioni, esposti e denunce finalmente l’allevamento è chiuso!

L’allevamento non può operare perché non rispetta i requisiti richiesti dal PGT, cioè la minima distanza dalle case vicine. Il Consiglio di Stato ha emesso un’ordinanza con cui ha rigettato l’istanza cautelare di sospensiva chiesta dall’allevatore contro la prima sentenza del TAR.

Essere Animali ha già constatato che l’allevamento è vuoto e non più operativo. Dove erano rinchiusi più di 3mila animali ora ci sono solo gabbie vuote.

La vicenda era iniziata nel marzo 2013, quando al Comune di Antegnate era giunta richiesta per aprire un allevamento di visoni presso Cascina San Rocco. Da lì la nascita di un comitato locale spontaneo a cui si era affiancata da subito Essere Animali per proteste e volantinaggi e una petizione che ha raccolto molti consensi.

Fin dall’inizio l’amministrazione aveva dato parere negativo all’attività, negando anche i permessi. Nonostante questo nel 2015 sono arrivati di nascosto prima le gabbie e poi i visoni per aprire un allevamento di fatto illegale, un’attività imposta con la forza a vicini e a cittadini. Metodo già utilizzato per aprire altri allevamenti in Italia.

«Non entro nel merito politico ed etico della questione sollevata dagli animalisti: mi basta che dal punto di vista tecnico e amministrativo quell’allevamento lì non può stare, perché è troppo vicino al centro abitato, in contrasto con le norme del Piano di Governo del Territorio. Quell’edificio non è inoltre adatto, essendo praticamente fatiscente», aveva dichiarato il Sindaco Lanzini. 

 

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