Dai rifiuti organici nasce il compost, prezioso per l’agricoltura

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Nel cestino dei rifiuti organici si nasconde un tesoretto. Se si fa bene la raccolta differenziata questi rifiuti vengono trasformati in compost, sostanza naturale utilizzata per rendere fertile il terreno; è una filiera perfetta in grado di ricavare risorse da scarti alimentari, ma c’è bisogno dell’impegno di ciascuno di noi. Infatti, tutto inizia al momento di differenziare i rifiuti domestici.
Massimo Centemero, direttore del Cic, Consorzio italiano compostatori, ci spiega perché è prezioso il compost.

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Perché è importante fare bene la raccolta differenziata organica?
Una corretta raccolta differenziata del rifiuto organico consente la produzione di compost di qualità elevata, un fertilizzante organico che viene utilizzato nel florovivaismo e soprattutto in agricoltura.
L’utilizzo di compost è il passaggio che permette di chiudere il cerchio dell’economia circolare. Inoltre, l’utilizzo di questo fertilizzante organico in sostituzione dei fertilizzanti minerali, contribuisce alla riduzione del quantitativo di CO2 equivalente emessa in atmosfera e responsabile del riscaldamento globale.

Cosa succede ai rifiuti organici quando escono da casa nostra?
I rifiuti organici che produciamo nelle nostre abitazioni vengono prelevati dagli operatori del circuito della Raccolta differenziata e vengono consegnati agli impianti di compostaggio o integrati di digestione anaerobica e compostaggio. Qui avviene l’effettivo processo di riciclaggio del rifiuto. I prodotti del riciclo sono il biogas, ottenuto grazie alla digestione anaerobica del rifiuto organico, e il compost, ottenuto dal processo di compostaggio. Il biogas può essere trasformato in biometano, utilizzabile per l’immissione in rete e come biocarburante per autotrazione, anche in questo caso perfettamente in accordo con l’approccio “circolare” su cui l’Europa sta puntando.

 A cosa serve il compost?
Il compost è un fertilizzante organico ottenuto dal trattamento (compostaggio) dei rifiuti organici. Il suo utilizzo consente di reintegrare nel terreno la sostanza organica e i principali elementi nutritivi (azoto, fosforo e potassio), renderlo più lavorabile aumentandone le porosità e riavviare i cicli biologici favorendo la presenza di batteri e lombrichi. Può essere utilizzato in agricoltura, ma anche nelle proprie abitazioni, ovvero negli orti, per le piante in vaso, in giardini e aiuole, prati e alberi e per la pacciamatura.

 Quali sono gli errori più frequenti che commettono i cittadini nel differenziare l’organico?
Capita talvolta che il cittadino getti erroneamente nel bidone dell’umido anche altri tipi di materiali non compostabili, come vetro, plastica e metalli, che non solo possono compromettere la qualità del compost, ma rappresentano delle risorse che non possono essere più recuperate.

 Come si potrebbe incentivare la raccolta differenziata dell’organico?
L’Unione Europea ha imposto agli Stati Membri ambiziosi obiettivi di raccolta differenziata e la raccolta differenziata del rifiuto organico è un tassello necessario per poterli raggiungere. Per incentivare la raccolta differenziata, che in alcune regioni italiane non è ancora una realtà consolidata, è necessario coinvolgere non solo gli addetti del settore, ma soprattutto i cittadini, che sono i veri e propri autori della raccolta differenziata, con campagne comunicative e dimostrative, che illustrino tutti i vantaggi che una corretta raccolta differenziata può portare, da quelli ambientali e quelli economici. A sostenere la raccolta ci dev’essere anche una rete efficiente di impianti per il recupero e riciclaggio, che trasformino il rifiuto organico in novi prodotti come il compost e il biogas.

Anna Simone

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