Il nostro mare sta male, salviamolo

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La maggior parte di noi passa le vacanze estive al mare, qualunque sia la meta tutti sono alla ricerca di acqua pulita e cristallina. Impresa non semplice, considerando che mala depurazione, rifiuti, illegalità ambientali e cambiamenti climatici minacciano sempre di più il mar Mediterraneo.

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A dirlo i risultati del report di Goletta Verde 2017 di Legambiente. Su 260 campioni di acqua analizzati, il 40% è risultato con cariche batteriche elevate. Lazio, Calabria, e Campania e Sicilia sono le regioni agli ultimi posti in Europa per la depurazione. Nel Belpaese la situazione migliore è in Sardegna, che si distingue con sole 5 situazioni critiche rilevate in corrispondenza di foci di fiumi, fossi e canali. A seguire anche la Puglia registra un buon risultato, confermando la performance dello scorso anno. In alto Adriatico, invece, le situazioni migliori si riscontrano in Emilia Romagna e Veneto.

“Uomo avvisato mezzo salvato”, recita un detto. Ma i cittadini non sempre trovano avvisi con divieti di balneazione o comunque cartellonistica informativa che dovrebbe essere presente nelle spiagge balneabili. I tecnici di Goletta Verde hanno avvistato solo 16 di questi cartelli informativi, presenti + nel 9% dei punti. Per quel che riguarda i cartelli di divieto di balneazione, non va meglio: dei 91 punti vietati alla balneazione dalle autorità competenti, solo 23 presentano un cartello di divieto di balneazione. E nel 10% dei casi dove i cartelli di divieto sono assenti, troviamo una presenza media o alta di persone che, ignare, fanno il bagno.

Oltre alla mala depurazione, tra gli altri nemici del mare ci sono il marine litter e il cambiamento climatici. Il Mediterraneo è uno dei mari più minacciati dal marine litter, i rifiuti che galleggiano in mare e quelli spiaggiati, frutto della cattiva gestione a monte, dell’abbandono e della cattiva depurazione.
Nel 18% dei punti monitorati è stata riscontrata la presenza di rifiuti da mancata depurazione: assorbenti, blister, salviette ma, soprattutto, di cotton fioc. Ma a preoccupare è anche la mole dei rifiuti galleggianti che sono solo la punta dell’iceberg rispetto a quelli che giacciono sui fondali.
E per finire c’è la questione dei cambiamenti climatici, l’aumento delle temperature e della salinità del mar Mediterraneo che hanno facilitato l’arrivo di specie aliene come pesci tossici, granchi tropicali, alghe infestanti. Ad oggi sono più di 800 quelle segnalate e di queste circa 600 vivrebbero ormai stabilmente nel Mare Nostrum. Un numero che è triplicato dal 1980, mentre è raddoppiato negli altri mari.
La Redazione

 

 

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