Le Tegnùe, sotto il mare Adriatico formazioni rocciose uniche

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Spugne, anemoni, ascidie coloniali, ofiure, crostacei, piccoli paguri e grandi astici: c’è tutto questo nel Parco marino dell’Adriatico. Ma non finisce qui. Ci sono anche gronghi, corvine bavose, castagnole, sacchetti e scorfani ad animare quella che i pescatori hanno sempre chiamato Tegnùe, per la capacità di trattenere e rompere le reti. Le rocce sommerse del mare di Chioggia, infatti, sono dei veri e propri reef naturali, che si differenziano da quelli tropicali per le alghe rosse calcaree corallinacee. Tra l’altro, negli ultimi anni sui fondali è stata avvistata anche una spugna rarissima, la Calyx nicaeensis, in passato molto comune nel Mediterraneo, ma sparita nell’ultimo secolo a causa dei cambiamenti climatici e dell’impatto antropico.

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Le Tegnùe di Chioggia occupano un’area di circa 35 km e stanno diventando un punto di riferimento per i sub, considerando che qui si possono ammirare numerose forme di vita. Per l’alto valore naturalistico, nel 2002 è stata dichiarata Zona di tutela biologica, con divieto di pesca. Dodici boe segnalano l’esistenza della riserva: i sub ormeggiano vicino alle boe e si immergono lungo i percorsi guidati predisposti, in questo modo possono raggiungere i punti di maggiore interesse con un’immersione in sicurezza.

La Redazione

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