Orsa KJ2, perché l’abbattimento non convince

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Questa volta l’orsa si chiamava KJ2, nome che sta per la secondogenita di Kira e Jose, e aveva 16 anni. L’animale è stato abbattuto dagli agenti del corpo forestale di Trento nella serata di sabato 12 agosto, dopo una ricerca che andava avanti dal 22 luglio.
È stata accusata di aver aggredito un uomo che passeggiava con il suo cane nella zona di Terlago (TN), così il presidente della Provincia Ugo Rossi, ha firmato l’ordinanza che ha portato all’abbattimento dell’orsa. Casualmente, per chi crede al caso, dopo giorni e giorni di ricerche sono riusciti a individuarla a ridosso di Ferragosto nella zona del Bondone, la montagna che sovrasta la città di Trento. Nonostante il periodo di ferie, per la maggior parte degli italiani, la faccenda ha sollevato e continua a sollevare polemiche.

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La domanda è: c’era davvero bisogno di abbatterla? No, è la risposta delle associazioni ambientaliste e animaliste.
“Valuteremo tutte le possibilità per andare in fondo a questa vicenda e mettere in luce le responsabilità. Noi siamo per la collaborazione con gli enti locali, ma non se l’ente in questione si sveglia la mattina e decide di uccidere l’animale”, tuona Marco Galaverni, responsabile specie e habitat del Wwf.
“L’abbattimento è un vero e proprio delitto, un crimine contro gli animali, la natura, la biodiversità e in spregio ai milioni di cittadini italiani che hanno chiesto di lasciare in pace l’orsa, per chiarire le dinamiche dell’incidente in cui l’orsa sembra essere stata vittima di un’aggressione”, scrive in una nota l’Enpa, l’Ente nazionale protezione animali, che lancia anche una campagna di boicottaggio invitando i turisti a non andare in Trentino.

La sensazione è che la regione abbia agito senza riflettere troppo. Il Piano di Azione interregionale per la Conservazione dell’Orso Bruno sulle Alpi Centro-orientali prevede per gli orsi problematici: la cattura per captivazione permanente e l’abbattimento. In questo caso l’orsa KJ2 era stata “segnalata” due volte (la prima nel 2015 quando ha aggredito un escursionista, sempre nella stessa zona), ma in entrambe le circostanze c’erano i suoi piccoli i suoi cuccioli, ed erano presenti dei cani che l’animale ha probabilmente avvertito come minaccia per i piccoli.

Ad oggi ancora non sappiamo che fine faranno questi cuccioli e secondo il Wff sono stati abbandonati al proprio destino; i cuccioli di orso, a differenza di altre specie, diventano autosufficienti tardi, staccandosi dalla madre verso i due anni, ed è questo il motivo per cui le orse sono così energiche nella difesa dei propri piccoli.
Di contro il ministero dell’Ambiente tace, nessuna dichiarazione su una faccenda delicata e gestita in modo discutibile.

Altrettanto discutibile è il progetto di reintroduzione chiamato Life Ursus che ha fatto aumentare il numero di orsi in Trentino: dai due esemplari del ’99, fatti arrivare dalla Slovenia, oggi ce ne sono tra 50 e 60. Forse troppi? Inoltre, gli esemplari in circolazione si contendono una porzione di montagna a ovest di Trento, ma mentre fino agli anni ’50 l’uomo non costruiva in alto oggi non è così.
Gli orsi dove devono andare?

La Redazione

 

 

 

 

 

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