Overshoot day, come salvare il pianeta partendo dal cibo

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Il 2 agosto è il Giorno del superamento delle risorse della terra, cioè si usato l’intero “budget” di risorse naturali a disposizione per il 2017. Il cibo, a cui ricorriamo almeno tre volte al giorno, produce il 26% dell’impronta ecologica globale, se dimezzassimo lo spreco alimentare, mangiassimo alimenti a basso contenuto proteico e seguissimo una dieta adeguata in termini di calorie assunte potremmo ridurre l’impronta ecologica globale del 22%, riuscendo a spostare la data del prossimo overshoot day di 42 giorni.

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In Italia sprechiamo il 35% dei prodotti freschi (latticini, carne, pesce), il 19% del pane e il 16% di frutta e verdura prodotti. Uno spreco che determina una perdita di milioni di m³ l’anno di acqua e l’immissione nell’ambiente di milioni di tonnellate CO2 l’anno, di cui 14,3 milioni dovuti agli sprechi domestici. Basti pensare che l’assorbimento della sola CO2 prodotta dallo spreco domestico in Italia richiede una superficie boschiva maggiore di quella presente in Lombardia.

“Da quando è stato calcolato, ogni anno l’Overshoot Day è caduto in anticipo sul calendario. E mai, prima di oggi, era caduto così presto. Tutti dobbiamo fare di più per invertire questa tendenza. Partendo da quello che mettiamo nel piatto, perché il cibo, da solo, produce il 26% dell’impronta ecologica globale”, osserva Marta Antonelli, Research programme manager della Fondazione Barilla Center for food and nutrition.

Ma lo spreco alimentare non è l’unico colpevole. A livello globale, il solo settore agricolo produce il 24% dei gas a effetto serra (più del settore industriale o dei trasporti) e questo avviene mentre quasi il 40% della superficie terrestre è sottoposta alle attività agricole e zootecniche, con una porzione di suolo idoneo alla coltivazione pari a 4,4 miliardi di ettari (ossia 146 volte l’Italia). La stessa attività agricola consuma il 70% dell’acqua dolce che preleviamo.
Insomma, la sfida che siamo chiamati a combattere da qui ai prossimi anni è chiara: riuscire a spostare in avanti il giorno dell’Overshoot Day tenendo conto anche di “come” il cibo viene prodotto a 360°.

La Redazione

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