In Piemonte trovati altri funghi radioattivi

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I funghi finiti sotto osservazione e ora nel «libro nero» dell’Asl sono lo Xerocomus badius (un tipo di «bulè») e lo Rozites caperatus (chiamato anche Foliota grinzosa), due delle specie di funghi più presenti nella zona. Per intenderci, non il più comune e conosciuto porcino anche se, va da sé, resta il rischio anche per questa specie. La comunicazione è arrivata alcuni giorni fa al sindaco del paese, David Corna, dal centro controllo micologico dell’Asl To4.

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Secondo Adn Kronos, già a settembre a sconsigliare il consumo di due specie fu l’Asl Cuneo 1, spiegando che in quei giorni il Servizio Sian (Igiene degli alimenti e della nutrizione) aziendale aveva ricevuto dal laboratorio dell’Arpa di Ivrea la comunicazione che una specie esaminata in spettrometria gamma, campionata nel Comune di Crodo, località Foppiano, era risultata avere livelli significativi di radioattività (Cs-137).

Il Rozites caperatus (Foliota grinzosa) è un fungo commestibile che può peraltro essere confuso con alcune specie del genere Cortinarius, molto tossiche e pericolose – sottolinea Sebastiano Blancato, direttore del Sian dell’Asl Cn1 -. Di questa specie si conosce da tempo la caratteristica di fungo ipercaptante di sostanze radioattive, in particolare per il radiocesio, e pertanto ne è già consigliato un consumo molto contenuto. Sulla base dei dati ottenuti, pur non trattandosi di alimento centrale per la dieta tipo della popolazione, si ritiene di sconsigliarne il consumo”.

“A titolo precauzionale – aggiunge Blancato – si include in tale misura anche lo Xerocomus badius (Boletus badius), altra specie notoriamente ipercaptante” che – precisano gli esperti del Sian cuneese – rientra fra le specie ammesse alla vendita, mentre il Rozites caperatus non rientra fra le specie presenti in questi elenchi, anche se la sua raccolta può essere praticata da cercatori hobbisti.

CHERNOBYL – Le condizioni climatiche di quest’anno, osserva ancora l’Asl Cn1, al momento non sono risultate molto favorevoli alla crescita dei funghi epigei (quelli che crescono nei boschi e nei prati). Questo potrebbe aver favorito la crescita di alcune specie meno esigenti, obiettivo dei cercatori hobbisti che in mancanza di specie ritenute più pregiate potrebbero ripiegare su specie commestibili come il Rozites o lo Xerocomus. La contaminazione radioattiva rinvenuta, in base a quanto comunicato dall’Arpa Piemonte – conclude l’azienda sanitaria – può senz’altro essere fatta risalire ancora all’evento di Chernobyl.

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