Biosphera 2.0, la casa ecologica testata dell’Esercito italiano

0 108

Biosphera 2.0 è una casa autosufficiente dal punto di vista energetico e capace di mantenere un comfort abitativo costante durante tutto l’anno, qualunque sia il clima all’esterno. Il tutto in 25 metri quadri di spazio.
Da giugno questo modulo abitativo è testato anche da personale militare per studiarne i benefici ambientali, termici e psicofisici per possibili utilizzi in campo civili e in scenari operativi. È stato installato presso la Città Militare dell’Esercito Italiano La Cecchignola, a Roma, dove durante i giorni di permanenza del personale militare all’interno del modulo l’ospite contribuisce allo sviluppo dell’attività di ricerca attraverso la compilazione di un diario di bordo elaborato per documentare le sensazioni e le percezioni provate nel corso dell’esperienza. Vengono monitorati la qualità del sonno, il battito, la frequenza cardiaca, la temperatura corporea, l’attività elettrodermica registrando lo stato emotivo e l’eventuale disagio termico degli utenti.

[kelkoogroup_ad id="13540" kw="nature" /]

Biosphera 2.0 è provvista di tutti servizi per vivere, come illuminazione a led, cucina a induzione, elettrodomestici, riscaldamento e raffrescamento, zona giorno, zona notte, bagno e centrale tecnica. È stata progettata mettendo al centro l’uomo e i suoi parametri vitali e studiando le reazioni dell’organismo al variare delle condizioni climatiche esterne. Infatti il modulo garantisce – anche in condizioni ambientali estreme (dai -20° C ai + 40° C) – una temperatura confortevole dell’aria compresa tra i 21° C in inverno e i 26° C in estate. Deve poi mantenere, grazie ai filtri e al sistema di ricambio dell’aria, uno standard di qualità dell’aria anche in città come inquinate come Milano, Torino o Locarno.
Chi ha pensato a tutto questo? Il progetto architettonico è stato sviluppato a partire dal concept elaborato da un team di studenti di architettura del Politecnico di Torino vincitori di un concorso organizzato dal gruppo Woodlab del Politecnico di Torino, dalla start up be-eco, da Valleé d’Aoste Structure e dall’Università della Valle d’Aosta – Université de la Vallée d’Aoste. Un ottimo risultato, finora.

Anna Simone

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.