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Frutta urbana, si può mangiare anche la frutta che cresce in città

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In città cresce la frutta, allora perché non mangiarla? Parte da questa considerazione il programma italiano “Frutta Urbana”, il primo progetto nella penisola di mappatura, raccolta e distribuzione dei frutti che crescono nei parchi e nei giardini. Creato dall’associazione no profit Linaria, prevede la distribuzione gratuita a banchi alimentari o a mense sociali, la realizzazione di nuovi frutteti per contribuire ad arricchire con nuove proposte e funzioni lo spazio pubblico urbano, insieme ad attività, eventi, corsi e laboratori.

Come funziona
C’è una mappa che riporta la posizione esatta degli alberi che vengono identificati nelle alberature, nei giardini e nei parchi di città. È continuamente aggiornata e tutti possono visualizzare gli alberi più vicini o i diversi periodi di raccolta della frutta. Infatti, oltre ai dati sulla biodiversità e sul patrimonio botanico in città, ogni specie è collegata a una scheda completa di immagine, nome scientifico e comune, dimensioni, età, accessibilità per la raccolta, condizioni, interventi effettuati o necessari, epoca di fioritura e di raccolta, quantità della produzione, principali proprietà nutrizionali e le diverse possibilità di utilizzo.

Al momento, il progetto è attivo a Roma e Milano. Appena raccolta, la frutta viene regalata a mense sociali e banchi alimentari. Solo una parte minima del raccolto viene venduta e inserita in diversi circuiti alimentari come i gruppi di acquisto solidale, i mercati contadini o i ristoranti e i negozi che lavorano con prodotti locali e di filiera corta così da coprire le spese di gestione.

Anna Simone

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