Pannelli solari? Trasparenti, al posto delle finestre!

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Una finestra allo stesso tempo è un pannello solare è una tecnologia già realtà tutta made in Italy. La soluzione, perfezionata dai ricercatori del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano-Bicocca, è stato uno dei prodotti che ha suscitato maggiore curiosità a Ecomondo, la fiera della green economy che reso Rimini la capitale dell’economia circolare italiana. Lo studio è stato pubblicato su Nature Photonics a firma di Francesco Meinardi e Sergio Brovelli, docenti del Dipartimento di Scienza dei Materiali di Milano-Bicocca

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L’IDEA

Le finestre fotovoltaiche si basano su nanosfere di silicio e potrebbero essere la nuova frontiera nel settore delle energie rinnovabili. In questo modo, un edificio potrebbe aumentare le superfici sfruttabili per la produzione di energia elettrica, senza alcun impatto sull’estetica.

IN CHE MODO

Tutto si basa sui cosiddetti concentratori solari luminescenti (LSC), lastre di plastica contenenti dei particolari materiali otticamente attivi capaci di assorbire una parte della radiazione solare e concentrarla sui loro bordi. Chi è all’interno o all’esterno della casa non si accorge della differenza rispetto alle finestre tradizionali. Lì dove c’è solo vetro troveranno ospitalità delle celle fotovoltaiche tradizionali che convertono la luce in corrente elettrica. In pratica, gli LSC possono essere integrati nelle vetrocamere a doppio o triplo vetro che normalmente equipaggiano gli attuali infissi convenzionali, trasformandoli a tutti gli effetti in pannelli solari semitrasparenti.

LA NOVITA’

La ricerca ha permesso di fare un passo in avanti. Fino a poco tempo fa, i migliori risultati con gli LSC erano stati ottenuti con sistemi complessi a base di elementi potenzialmente tossici (cadmio), o non economici (indio e selenio). Ora invece è possibile sostituire questi elementi con delle nanosfere di silicio.

LA RICERCA SCIENTIFICA

“Il silicio – spiegano i ricercatori – è economico, abbondante in natura, non tossico e capace piuttosto bene di assorbire la luce solare. Tuttavia, nella sua forma convenzionale, non è in grado di riemettere la luce una volta assorbita. In questo lavoro, condotto in collaborazione con l’Università del Minnesota, siamo riusciti a ingannare la natura riducendo le dimensioni dei nostri cristalli di silicio a pochi miliardesimi di millimetro. Su questa scala dimensionale è come se la natura non lo riconoscesse più come silicio e quindi gli permette di comportarsi come un eccellente emettitore che funziona benissimo all’interno dei nostri LSC.”

GLASS TO POWER

Le nanosfere appositamente ingegnerizzate dai ricercatori dell’Università Bicocca hanno portato alla nascita dello spin off universitario Glass To Power, una start-up nata con l’obiettivo di sviluppare l’attività di ricerca industriale necessaria a trasformare dei prototipi di laboratorio in un prodotto commerciale.

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