Tessuti ricavati dal latte, freschi e antibatterici

0 100

Non solo calcio da bere. Con il latte ci si può anche vestire, grazie a un filato ricavato dalla caseina. La scoperta risale agli anni Trenta, quando Antonio Ferretti, ingegnere, riuscì per la prima volta a ottenere questa fibra che chiamò Lanital.
Oggi la fibra di latte sta tornado di moda: è leggera (ha un peso inferiore del 10% rispetto alla seta e del 13% rispetto al poliestere), anallergica, antibatterica e traspirante, garantisce un rapido assorbimento del sudore lasciando il corpo fresco e asciutto grazie alle sue proprietà termo-regolatrici. Gli amminoacidi del latte che restano all’interno della fibra stessa, inoltre, nutrano a idratano la pelle.
Al tatto è piacevole perché morbido, mentre alla vista ha un aspetto luminoso, caratteristica che mantiene anche dopo numerosi lavaggi.

[kelkoogroup_ad id="13540" kw="nature" /]

Attraverso una particolare tecnologia, il latte viene reso idoneo per la filatura. Le proteine del latte di scarto sono ridotte in polvere e mischiate in acqua per creare un impasto che, una volta filtrato viene trasformato in fibre tessili.
Il processo è sostenibile, considerando che occorrono circa di 2 litri di acqua per produrre 1 Kg di tessuto, nulla in confronto ai 1500 litri necessari per produrre una t-shirt in cotone. Il tutto, inoltre, avviene a temperature che non superano gli 80 °C.

Anna Simone

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.